Agricoltura, dopo i sindaci anche il Tar Lazio “sospende” il decreto IMU sui terreni agricoli

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Dopo il coro di proteste per cancellare la tassa da parte dei sindaci del nordbarese, Anpa e operatori di categoria, ora anche i giudici amministrativi laziali. Adesso si dovrà attendere il 21 gennaio prossimo per decidere se pagare o no.
La notizia del provvedimento del tribunale amministrativo regionale del Lazio sta facendo il giro del web e di ogni redazione specializzata di settore, coinvolgendo le associazioni di categoria interessate e operatori agricoli.
Secondo quanto riportato da una rivista di settore on line (ilquotidianodellapa.it in un articolo a firma di Enrico Michetti) la Sezione seconda del TAR Lazio “con decreto cautelare n. 6651 adottato in data 22 dicembre ha sospeso il decreto interministeriale del 28.11.14 avente ad oggetto “esezione dall’imu prevista per i terreni agricoli ai sensi dell’art. 7 co. 1 lett. h) del decreto legislativo n. 504/92” fissando per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 21 gennaio 2015.
In particolare nel provvedimento del TAR si legge che il provvedimento impugnato determina eccezionale e grave pregiudizio per le seguenti ragioni:
1. assoluta incertezza dei criteri applicativi, con particolare riguardo a quello dell’altitudine, ben potendo essere assoggettato a imposizione un terreno posto a più di 600 metri in agro di comune posto notevolmente al di sotto di tale altezza, giusta quanto previsto dall’art. 2 del decreto ministeriale 28 novembre 2014 qui impugnato (irragionevolezza dell’imposizione non legata all’effettiva natura e posizione del bene);
2. trattandosi di misura a carattere asseritamente compensativo la stessa interviene quando ormai gli impegni finanziari da parte dei comuni sono stati assunti con effetti gravi sul pareggio di bilancio tali da ingenerare, in alcuni casi, una procedura finalizzata alla declaratoria di dissesto, e, comunque, con pesanti conseguenze sulla erogazione dei servizi alla comunità di riferimento;
tali evenienze sono sicuramente favorite dalla fissazione, per i pagamenti IMU, di un termine successivo all’anno finanziario in corso, con effetti sia sulla rilevanza di un’operazione contabile forzatamente non fedele ai non conosciuti dati reali sia sulla sua affidabilità in vista del controllo democratico delle collettività della cui esponenza si tratta;
3. tenuto altresì conto dei ristrettissimi tempi assegnati per dare esecuzione in sede comunale a non certo semplici incombenze nonché della palese violazione delle norme poste a tutela del contribuente in materia di irretroattività e di spazio temporale minimo per l’attivazione di adempimenti relativi a provvedimenti impositivi”.
Il punto era stato oggetto di approfondita discussione poche settimane fa nella riunione fiume tra i sindaci del nord barese dei Comuni di Andria, Gravina, Minervino, Poggiorsini, Ruvo, Terlizzi, Santeramo, Spinazzola, Altamura, Acquaviva e Corato (nella sede municipale su convocazione del primo cittadino Massimo Mazzilli) per affrontare la problematica e decidere sulle iniziative da intraprendere per far “cancellare” l’ulteriore tassa. Al coro di proteste per eliminare il balzello si aggiunsero anche le associazioni di categoria locali (Anpa – sede di Terlizzi), ordini del giorno di Consigli Comunali e le ire di operatori agricoli.
Adesso, dopo l’ulteriore passo in avanti per l’eliminazione, l’attesa per gli operatori e proprietari di suoli agricoli si sposta al 21 gennaio prossimo quando si deciderà in maniera definitiva se si dovrà pagare entro il 26 oppure no.
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