Metropoli barese, oggi i sindaci incontrano Delrio. Da ieri va in «soffitta» la Provincia di Bari

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Schittulli ha consegnato a Decaro le chiavi della Provincia, decaduta con la legge Delrio. Sui nuovi enti la scure della legge di stabilità del governo Renzi. Oggi l'incontro a Roma dei sindaci del barese
La Provincia di Bari si congeda; fa il suo ingresso la Città metropolitana.
Ieri il passaggio di testimone nel Palazzo della Provincia, sul lungomare di Bari. Francesco Schittulli, presidente uscente, ha consegnato le chiavi ad Antonio Decaro, sindaco di Bari e del nuovo ente che raggruppa 41 comuni baresi.
«È l’inizio di un nuovo percorso del nostro territorio, per cui dobbiamo camminare molto velocemente – ha commentato Decaro -. Per questo voglio assicurare una cosa: in questi mesi non mi occuperó di deleghe e nomine per gli enti partecipati, ora è tempo di concentrarsi solo sul funzionamento della nuova macchina amministrativa, perché il passaggio burocratico non danneggi in nessun modo i cittadini a partire dai servizi nei comuni su scuole e strade, le deleghe fondamentali in capo alla città metropolitana».
Prima riunione operativa per il primo cittadino metropolitano. Per ieri, infatti, era stato convocato dall’Anci anche un incontro con i sindaci metropolitani d’Italia. Con Bari anche Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia.
I sindaci hanno condiviso una proposta comune sulla questione delle funzioni da assegnare ai nuovi enti, oltre quelle già definite dalla Legge Del Rio. «L’idea – ha spiegato il sindaco di Bari – è quella di riprendere un negoziato con il governo e la conferenza delle regioni, per tentare di uniformare su tutto il territorio nazionale le funzioni delle città metropolitane».
«Accanto alla soddisfazione di sentirci protagonisti di un processo istituzionale storico e innovativo, non possiamo non essere preoccupati per le condizioni nelle quali questo ente sta nascendo. Partire con un bagaglio di tagli, così come previsto dalla legge di stabilità e dal provvedimento sulla riduzione del 30% del personale, rischia di vanificarne la nascita e la funzione», ha aggiunto.
Si chiederà quindi all’esecutivo guidato da Renzi di chiarire in modo inequivocabile che i divieti posti dalla legge di stabilità non varranno per le città metropolitane: «Non è pensabile che possano valere le sanzioni, almeno per il primo anno di vita, per le Città metropolitane che hanno ricevuto dalle disciolte Province una pesante eredità in termini di rispetto dei vincoli del patto di stabilità interno per gli enti locali. Vogliamo agire in un quadro normativo certo e chiaro per coniugare le nuove funzioni con le procedure di contenimento della spesa del personale che le città metropolitane saranno chiamate a gestire, evitando ulteriori tagli nel trasferimento delle risorse finanziarie».
Una delegazione di sindaci metropolitani incontrerà oggi Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio (ed ex sindaco di Reggio Emilia), tra gli autori della legge che ha istituito i nuovi enti territoriali.
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