Nuova sede per l’associazione Accoglienza senza confini Terlizzi Onlus

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Sarà inaugurata sabato 31 gennaio in largo La Ginestra
Una sede associativa piccola ma centrale, accogliente e “senza confini”, caratterizzata dalla bandiera europea, italiana e bielorussa, e soprattutto in rete con il mondo intero. Sarà inaugurata a Terlizzi sabato 31 gennaio, alle ore 18, al numero 13 di largo La Ginestra.
L’evento registrerà la confluenza dei “genitori accoglienti”, di autorità civili, religiose e militari che faranno il punto sulle attività promosse da un’associazione di respiro internazionale, istituzionalmente accreditata a vari livelli: Accoglienza senza confini Terlizzi Onlus.
Fondata in città nel 2006, risponde all’intento di favorire la presenza sul territorio di bambini e ragazzi bielorussi provenienti dall’area contaminata di Chernobyl e dalle sue adiacenze, dove la salute, l’ambiente, l’economia e la vita sociale risultano minacciate da fattori deleteri, parzialmente contenuti dal proliferare di iniziative solidali al modo dell’intensa attività umanitaria promossa proprio dall’associazione presieduta da Paolo Leovino.
Ben diciassette progetti di accoglienza attuati negli ultimi otto anni con il sostegno di équipe professionali; circa trecentocinquanta ragazzi bielorussi temporaneamente inseriti in altrettante famiglie pugliesi; svariati interventi di ristrutturazione di ambienti comunitari nelle località da cui provengono; donazione di strumenti elettromedicali a strutture di riferimento bielorusse; ospitalità temporanea di giovani in remissione oncologica con l’accompagnamento di medici e assistenti interpreti; ripetuti accreditamenti presso le autorità ministeriali, consolari e d’ambasciata; interscambio con l’Università degli Studi di Bari incentivante la cooperazione internazionale.
«Al di là dell’intensa attività svolta, per noi conta soprattutto l’accoglienza, che non è dettata dalla pietà ma dalla gioia dell’incontro con le giovani esistenze; dall’incanto di vite altre che ti sfiorano con la carezza o attraversano la tua vita con la forza e la velocità di un tornado», dichiara il presidente Paolo Leovino
Profondamente umane anche le considerazioni del vice Luigi Dipace: «L’accoglienza interpella la mente e il cuore di chi la pone in essere. È una scelta e un abbraccio, un gesto pensato e una qualità dell’animo. Vive di responsabilità e di tenerezza. Sono le qualità richieste ai genitori ospitali. Null’altro conta nell’individuarli, se non queste caratteristiche».
E l’addetto stampa dell’associazione, Renato Brucoli, completa la riflessione richiamando elementi d’esperienza: «Rimango sempre sorpreso dai bambini appena arrivati. Chiamano con naturalezza “mamma” e “papà” le figure che li abbracciano. Ed è proprio così, a ben pensarci: perché si genera con l’amore e nell’amore, più che con il legame di sangue».
Sostenuta da queste certezze, l’associazione chiama dunque a raccolta i propri sostenitori nella nuova sede, e rilancia le attività, a partire dal progetto estivo che si preannuncia vasto e animato.
L’augurio per il futuro sarà formulato da alcuni testimonial istituzionali, quali il parlamentare Gero Grassi, il viceprefetto Mario Volpe, l’assessore comunale Marina Cagnetta e il comandante della Tenenza dei Carabinieri di Terlizzi, cui seguirà la benedizione dei presenti e dei locali adibiti a presidenza e a segreteria, ad opera del sacerdote don Michele Fiore.
E di nuovo in partenza alla volta della Bielorussia in marzo, quando le famiglie italiane raggiungeranno i ragazzi nella propria terra e il presidente Leovino incontrerà i rappresentanti delle nostre istituzioni sul suolo straniero e il referente estero per la programmazione futura.
E poi ancora di nuovo in attesa dell’arrivo estivo da Minsk, quando i ragazzi approderanno proprio in largo La Ginestra. Sarà un momento forte e di festa. Il luogo di confluenza, già legato alla memoria di figure del Risorgimento, della Resistenza e della Liberazione, oltre che a iniziative promosse dalla società civile, rischierà di caratterizzarsi anche per l’abbondante seminagione, che in esso avverrà, dei fattori di crescita della comunità in quanto a intercultura e umanità accogliente.
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