Terlizzi commemora Rosa Vendola, vittima delle foibe

Ninni Gemmato parla agli scolari

L’evento si è tenuto in mattinata presso la pinacoteca De Napoli davanti agli studenti delle scuole di Terlizzi

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Come in tutto il paese, anche a Terlizzi ieri si sono svolte le cerimonie per il Giorno del Ricordo.

Dal primo maggio al dodici giugno del 1945, nei quaranta giorni dell’occupazione jugoslava di Trieste, migliaia di persone, già pronte a festeggiare la fine della guerra, furono vittime di spaventose rappresaglie da parte dei partigiani comunisti di Tito. Molti furono fucilati, molti gettati nelle foibe ancora vivi, molti uccisi e poi spinti nei crepacci, colpevoli solo di essere italiani oppure sospettati di essere contrari al regime comunista; molti altri morirono poi nei campi di prigionia jugoslavi, o lungo la strada per arrivarvi.

L’evento principale si è tenuto in mattinata nell’aula principale della pinacoteca De Napoli davanti a una platea giovane e attenta, composta prevalentemente da studenti delle scuole terlizzesi. Tra gli intervenuti il Sindaco, l’Assessore alla Cultura Cagnetta, lo storico Brucoli e il nipote di Rosa Vendola, emigrata terlizzese a Trieste, che nel 1946 fu gettata in una gola carsica, condividendo il triste destino di altri otto pugliesi, sacrificati all’altare dei conflitti ideologici novecenteschi.

«Mi impegno a fare tutto il possibile perché non sia dimenticata», ha promesso Gemmato. «La memoria e il ricordo, pur se etimologicamente differenti, attengono alla stessa sfera di azione e ci richiamano al medesimo sforzo: quello di rapportarci a vicende avvenute 70 anni or sono, per trarne una lezione valida per il presente ma ancor di più per il futuro. Il compito di oggi è dire ‘no’ a memorie contrapposte e a inutili rivendicazioni di parte e lottare, invece, per il diritto a delle memorie condivise e perché non ci siano mai più indifferenza e oblio». 

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