Assolto il giovane che aveva “citofonato” a Vendola in piena notte

La Redazione
nichi vendola

Nel dicembre 2010 il ragazzo, assieme ad altri identificati come "simpatizzanti" del PdL, aveva citofonato nel cuore della notte a casa del governatore

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Il tribunale di Trani ha assolto il giovane accusato di disturbo del riposo e di molestie per avere citofonato all’abitazione terlizzese del governatore Vendola in piena notte, tra il 29 e il 30 dicembre del 2010. Secondo la sentenza, emessa lo scorso 17 febbraio, “il fatto non sussiste”.

La vicenda balzò in poco tempo agli onori della cronaca, anche nazionale, e oggi si conclude a favore del giovane militante della destra terlizzese, allora ventiduenne, dopo aver tuttavia – secondo la nota emessa dalla sezione locale di “Giovane Italia” – aver offerto il destro a interpretazioni un po’ forzate e strumentalizzazioni politiche.

I ragazzi di “Giovane Italia” dichiarano di aver voluto mettere in atto, quella notte di quattro anni fa, un mero gesto simbolico di protesta nei confronti del governatore, reo di aver preso una decisione assai afflittiva per la comunità, e proprio in una materia – la sanità – che durante la campagna elettorale contro Fitto si era rivelata la vera “testa di ponte” per la sua elezione.

«Il 30 dicembre entrava in vigore l’euro di ticket per ricetta per tutti i pugliesi [misura decisa da Vendola nello scorso mandato, n.d.r.]. Come gruppo giovanile dell’allora PdL decidemmo di non far passare la cosa inosservata. Di qui, l’idea di “tappezzare” il centro della città di volantini e fiocchi di nascita bordati a lutto. L’idea era quella di far svegliare i terlizzesi in una città invasa da fiocchi e l’abitazione del noto concittadino non fu certamente risparmiata. Qui, inavvertitamente, fu pigiato il campanello. Tanto inavvertitamente che completammo il giro di affissione e, solo dopo, fummo bloccati dai carabinieri che decisero di attivare l’iter processuale.

Il “fattaccio” venne alla ribalta mediatica quando, durante la conferenza di fine anno, Vendola apparve dolorante e dichiarò di essere caduto dalle scale della sua abitazione andando incontro a quelli che credeva essere i suoi aggressori. Di lì, una raffica di dichiarazioni di solidarietà che neanche un attentato. Quotidiani e tg nazionali si affrettarono a definire l’accaduto come “raid dei giovani del PdL”, “aggressione di natura politica”, sputi, calci e insulti (il clamore fu tanto che l’unico a svegliarsi e chiamare i carabinieri fu Vendola).

Tuttavia – conclude il comunicato del movimento – «oggi, come quattro anni fa, rifiutiamo l’idea che la destra terlizzese possa essere definita violenta o poco civile».

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