«Il processo al “disturbatore” di Vendola non avrebbe dovuto neanche incominciare»

La Redazione
Tribunale di Trani.

Il consigliere comunale Parisi (Ncd) interviene sull'assoluzione del giovane accusato di disturbo della quiete notturna per aver citofonato in piena notte a casa di Vendola

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Il consigliere comunale del Ncd Parisi dice la sua sull’assoluzione del giovane militante della destra terlizzese che, per aver citofonato in piena notte all’abitazione del governatore Vendola, fu accusato di disturbo della quiete e di molestie private. All’epoca dei fatti il consigliere era militante nel movimento di Giorgia Meloni “Giovane Italia”.

«Come ci aspettavamo, la questione si è chiusa con l’assoluzione piena. Orbene, ciò significa che per quattro anni una porzione della magistratura italiana è stata impegnata a dibattere se una citofonata notturna ci sia stata o meno. Una questione, a mio avviso, che se non avesse interessato il Presidente Vendola, non sarebbe finita nemmeno dinanzi a un Giudice di pace.

Da un Governatore che si erge a paladino della Giustizia, mi sarei aspettato un comportamento differente. Chi rappresenta le Istituzioni avrebbe dovuto quantomeno evitare il clamore mediatico artatamente costruito (che, comunque, non gli è valso la vittoria processuale che probabilmente mirava a raggiungere) a fronte di una vicenda che la Magistratura ha appena definito “inesistente”. Un clamore che ha portato, voglio evidenziarlo, a un inutile dispendio di risorse pubbliche occorse per mettere in piedi questo processo-farsa, in cui a farne le spese sono quelle persone che, magari, aspettano giustizia da anni per reati veramente verificatisi.

Capisco bene che, in quel momento storico, Nichi Vendola aveva bisogno di spostare l’attenzione dal problema che, giustamente, la sede locale “Giovane Italia – PdL” aveva sollevato, ma farlo a spese di tutti mi sembra davvero troppo».

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