«Terlizzi ha bisogno di normalità, il consiglio non sia luogo di “giochi di ruolo”»

La Redazione
Intervento del Presidente del consiglio comunale sul caso Censum-Panzini

Il sindaco Gemmato dichiara di aver apprezzato il gesto dei tre consiglieri pd rientrati e si augura che dal consiglio di ieri si possa tornare a operare costruttivamente per il bene della città

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Dovranno attendere ancora la discussione relativa alle modifiche allo Statuto Comunale e al Regolamento Comunale e l’esame di un regolamento di accesso agli atti amministrativi da parte dei consiglieri comunali.

I punti all’ordine del giorno previsti nella seduta di ieri sera hanno subìto un nuovo rinvio, stavolta per una decisione in accordo tra maggioranza e consiglieri di opposizione presenti in Aula. L’intenzione è quella di esaminare insieme le proposte al vaglio del Consiglio, in particolare il documento che regolerà l’accesso agli atti amministrativi da parte degli amministratori cittadini. L’esame di questo dossier sarà condotta già durante la commissione Affari Istituzionali convocata per lunedì prossimo. Per tutti gli altri punti, il Consiglio Comunale si è invece aggiornato a martedì alle 19,30.

Secondo il Sindaco, il Consiglio di ieri «sancisce una svolta storica nel modus operandi per il futuro». Al termine della seduta di ieri, Gemmato ha provato a usare toni distensivi:

«Terlizzi ha bisogno di “normalità”, nel senso letterale del termine ovvero “di ciò che risponde a norma”, nei rapporti politici. Ho sempre considerato il Consiglio Comunale non come il luogo dei “giochi di ruolo”, dove tutto si riduce a un discorso semplicistico per cui chi è in opposizione deve votare necessariamente contro, ma come la sede dove uomini e donne in rappresentanza di tutta la Città cercano di conseguire l’interesse pubblico utilizzando il buon senso. Sulla scorta di ciò, non posso che apprezzare e recepire positivamente la richiesta di un gesto simbolico che ci viene mossa, augurandomi che si possa realmente intraprendere un nuovo cammino di condivisione per ristabilire insieme le norme fondamentali di convivenza».

Sui consiglieri ancora assenti e sugli autori delle dimostrazioni contro i cosiddetti provvedimenti “bavaglio”, il primo cittadino è stato tranchant:
«Vorrei ricordare loro che Terlizzi ha ben altri problemi di cui sarebbe meglio che si occupasse tutto il Consiglio comunale, specie se consideriamo che si tratta di questioni che non risalgono agli ultimi due anni ma la cui “età anagrafica” può contarsi a lustri. L’atteggiamento di un politico responsabile è quello di darsi delle priorità e cercare di portarle a termine nelle sedi opportune, quelle del pubblico confronto, mantenendo un comportamento sobrio anche quando si voglia lanciare un messaggio forte. La sfida a cui è chiamato è quella di elevare i toni della classe dirigente e non di rendere le sedi istituzionali luoghi di esibizionismi personali. Se qualcuno pensa che il caos possa recargli rendita politica, specie in termini elettorali, dimostreremo a questo qualcuno che si sbaglia di grosso.

Sempre a loro ricordo che la precedente amministrazione ha approvato in Giunta un regolamento che disciplina l’accesso dei consiglieri alla vita amministrativa. All’epoca, da consigliere di opposizione, feci notare che la Giunta non aveva nessuna competenza in merito ai regolamenti ma, intanto, quel regolamento passò senza manifestazioni di indignazione generale. Mi chiedo, allora, dove erano coloro che oggi si indignano quando accadeva tutto ciò».

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