Caso Censum, fondazione “Festa Maggiore” e Palazzetto: il Consiglio prova a ripartire

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Anche se il clima di polemiche tra le parti politiche non si è ancora dissipato del tutto, nell'assemblea di martedì sera si sono registrate novità su questioni sensibili per la comunità terlizzese
Il clima di polemica tra le fazioni politiche a Terlizzi non si è ancora dissipato del tutto. Tre dei quattro consiglieri del Pd sono tornati sui banchi dell’opposizione da ormai due assemblee: la temperatura del conflitto si è lievemente attenuata, ma nulla lascia presagire una completa ricomposizione delle fratture esistenti. Il movimento “Uniti a Sinistra”, rappresentato in Consiglio dall’ex sindaco Vincenzo Di Tria (eletto con il Pd) e dal consigliere Malerba, ad esempio, prosegue con tenacia la sua battaglia sulla trasparenza e la legalità assieme a “Città Civile”, il cui esponente Michele Cagnetta continua ad astenersi dai lavori dell’assise.
In particolare, “Uniti a Sinistra” denuncia l’ambiguità dell’amministrazione su alcuni punti nodali: «Sia pur consapevoli della necessità di un ritorno al confronto democratico nella massima assise cittadina, i sottoscritti ritengono di non ravvisare nella condotta amministrativa della coalizione di governo un ravvedimento operoso rispetto alle anomalie gestionali più volte indicate e censurate.
Infatti, oltre a non aver ricevuto a tutt’oggi copia di parte degli atti di cui si è fatta richiesta (e si allegano alla presente le relative istanze), riteniamo sia insostenibile la situazione che vede la perdurante assenza di un segretario titolare, considerando che in capo al segretario generale ricadono le fondamentali funzioni di Responsabile Anticorruzione e della Trasparenza ed Integrità».
Tuttavia, il consiglio di martedì scorso ha registrato alcune novità e passi in avanti su fronti sensibili per la comunità terlizzese.
Innanzitutto, il caso Censum. Il Comune è creditore nei confronti della società di riscossione di Rutigliano di una cifra calcolata dal Tribunale di Trani a un milione e 25mila euro circa. Per recuperarla, informa il Sindaco, «abbiamo posto in essere, per il mezzo di un legale, un pignoramento verso terzi che interessa circa 15 Comuni “serviti” dalla medesima ditta. Si tratta di una procedura che si concretizzerebbe nel versamento direttamente nelle casse del Comune di Terlizzi di quegli importi (i cosiddetti “aggi”) che gli Enti in questione dovrebbero, per contratto, versare nelle casse della ditta».
Inoltre, la stessa azienda pochi giorni fa ha scritto all’amministrazione per proporre una “datio in solutum”, ovvero un’offerta “forfettaria” che, se accolta, sanerebbe le controversie tra le parti. Nella fattispecie, è stato offerto al Comune un immobile del valore di circa 450 mila euro, in cambio della rinuncia ad agire per la parte residua del debito. Sulla questione, il sindaco intende deliberare collegialmente: «ho chiesto ai Consiglieri di individuare insieme, con buon senso e lucidità, la strada più vantaggiosa per il Comune di Terlizzi. Abbiamo deciso di farlo alla presenza del legale che cura gli interessi del Comune».
Capitolo fondazione “Festa Maggiore”. Martedì sera è stata approvata la bozza di statuto della fondazione, che avrà una finalità organizzativa e promozionale. In questo modo, il Comune spera di far crescere al livello degli eventi pugliesi più reclamizzati la ricorrenza mondana e religiosa più sentita dai terlizzesi.
«La delibera e la bozza di statuto approvate dal Consiglio andranno, ora, al vaglio della Giunta regionale (la Regione Puglia, insieme ad altri Enti, dovrà aderire alla futura Fondazione) e, successivamente, gli atti torneranno in Consiglio per l’approvazione definitiva», ricorda Gemmato.
Intanto la proposta di “Terlizzi libera” di trasformare stabilmente Casa De Napoli in un centro integrato per anziani, di cui Terlizzilive si è fatta latrice, è stata vagliata dai consiglieri e sta iniziando a prendere forma, sebbene la sua realizzazione presenti dei punti critici. «L’impostazione che il Consiglio si è dato è quella di intraprendere un percorso condiviso, in primis con gli oltre mille firmatari, che miri a raggiungere l’obiettivo, nella consapevolezza che sul piano normativo la situazione è ampia e complessa».
La questione Palazzetto dello Sport di via Chicoli appare invece più spinosa. Una delibera del Consiglio Comunale del 2006 affidò in gestione la struttura al consorzio “Sport insieme” in base a una convenzione quinquennale che tuttavia è scaduta ad agosto del 2011. Secondo lo stesso sindaco, «il problema è che l’allora segretario generale, dirigente ad interim del III settore, adottò, con apposita determina dirigenziale, il rinnovo della convenzione, creando non pochi problemi alle associazioni sportive del territorio. Motivo per cui il Consiglio, ieri, ha dato mandato al dirigente di sanare una situazione che si è venuta a creare dal 2011 e che potrebbe protrarsi ancora fino al 30 giugno del 2015».
Dulcis in fundo, la volontaria donazione di circa venti opere del maestro terlizzese Volpe, stimato pittore cittadino, è stata accolta di buon grado dal Consiglio, che collocherà i lavori in strutture di proprietà dell’Ente.
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