Trasparenza e legalità, “Città Civile” convocata dall’Autorità anticorruzione

La Redazione
il presidente dell'anac cantone

Venerdì scorso il segretario del movimento, D'Amato, il consigliere Cagnetta e il dottor Vitagliano sono comparsi davanti all'authority per riferire sulla situazione politico-amministrativa di Terlizzi

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Sulla questione legalità e trasparenza, il movimento “Città Civile” aveva annunciato negli scorsi giorni di voler continuare la propria battaglia per la moralità nella gestione della cosa pubblica, senza scendere a compromessi o abbozzare in nome di “ravvedimenti operosi”, più o meno estemporanei. Oggi si registrano sviluppi abbastanza clamorosi in merito. Il Movimento, infatti, venerdì 6 marzo è stato convocato in audizione presso l’Autorità nazionale anticorruzione, l’Anac, nella sede di Via Minghetti a Roma.

Una delegazione di rappresentanza del movimento, formata dal segretario Vito D’Amato, il consigliere comunale Cagnetta e il dottor Vitagliano, è comparsa di fronte all’autorità per illustrare le vicende politico-amministrative del comune di Terlizzi, rilevandone i rischi per la democrazia e le possibili deformazioni dei principi di trasparenza e legalità che dovrebbero reggere ogni organismo istituzionale.

Nel dettaglio, gli esponenti del movimento hanno protestato “gli atti di dubbia legittimità posti in essere dai dirigenti e dall’amministrazione comunale, tali da rendere invivibile qualsiasi discussione costruttiva e propositiva in consiglio comunale“. Tra le altre cose, la recente proposta della maggioranza di regolamentare più strettamente l’accesso agli atti da parte dei consiglieri comunali è il provvedimento che più preoccupa “Città Civile”, dal momento che, se fosse approvato, limiterebbe le funzioni di controllo e vigilanza dell’assise sulle attività della Giunta.

Secondo il Movimento, da più di un anno a Terlizzi si sta verificando una sorta di “depauperamento” delle garanzie democratiche, con alcuni fatti preoccupanti: le dimissioni, nello scorso dicembre, dell’organismo indipendente di valutazione, che ha denunciato un tentativo di “asservimento” dello stesso organo al Sindaco; l’assenza di un Segretario Comunale, sorta di figura anticorruzione in seno al Comune – sostituito dal Vice-segretario, scelto dal sindaco nella persona della dirigente degli affari finanziari, indagata per il caso “Censum”, ragione per cui le sono stati sequestrati preventivamente i conti corrente. E, ancora, una serie di delibere e determine che, denuncia “Città Civile”, “ruotano ancora attorno al caos dei tributi, con una internalizzazione fittizia e, infine, la discutibile proposta di transazione presentata dal legale della Censum”.

Il segretario Vito d’Amato sottolinea che l’azione del Movimento non è una denuncia mirata ““contro” l’amministrazione o qualche dirigente o il sindaco. Abbiamo agito e argomentato “per” i principi di trasparenza e legalità, per tutelare, e affinché sia garantito, il controllo civico degli atti amministrativi. Come possiamo parlare di “governo aperto” senza che siano garantiti trasparenza  e partecipazione?”

L’opinione del Consigliere Michele Cagnetta, ancora autosospeso dal Consiglio Comunale, è analoga: “Si è trattato di una giornata utilissima per le sorti della comunità locale. Abbiamo interloquito con attentissimi organi istituzionali, ai quali la città di terlizzi era già ben conosciuta. Il canale preferenziale che si è instaurato tra “Città Civile” e il massimo organo presieduto dal dottor Cantone, proseguirà con ulteriori attività  e causerà l’adozione di quelli atti utili per il ripristino della legittimità degli atti amministrativi nel Comune di Terlizzi. Stiamo raccogliendo ulteriore materiale che sarà trasmesso a brevissimo, oltre il voluminoso dossier che abbiamo redatto e depositato negli uffici a Roma. I terlizzesi  possono essere fiduciosi circa la prossima conclusione della buia, biasimevole ed inquietante gestione amministrativa di gemmato e “soci vari””

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