«L’amministrazione non faccia passare lo scandalo Censum per una mera “lite civile”»

La Redazione
pasquale vitagliano (città civile)

Pasquale Vitagliano (Città Civile) giudica contraddittoria la scelta dell'Ente di costituirsi parte civile contro la Censum dopo aver a lungo "minimizzato" le responsabilità penali della dirigente Panzini

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Il Comune di Terlizzi si è costituito parte civile nei confronti della Censum, rappresentata nell’udienza preliminare del 18 marzo scorso da Vito Redavid, presidente del consiglio di amministrazione, e Livio Tenerelli, amministratore delegato della società di riscossione tributi all’epoca in cui scoppiò lo scandalo (2008-2012). L’udienza è stata rinviata così al 3 giugno prossimo. Non sono tardate ad arrivare le reazioni da parte delle opposizioni, tra cui quella del movimento “Uniti a Sinistra”, che attacca il sindaco Gemmato:

«Oggi è caduta la maschera di Ninni Gemmato, la richiesta di rinvio a giudizio e la conferma da parte della Procura di Trani degli addebiti a Francesca Panzini, rendono grottesca e offensiva la difesa della dirigente da parte del sindaco ed indifendibile la stessa condotta di Ninni Gemmato, che in questi anni si è preoccupato più di proteggere la dirigente che di recuperare il 1.600.000 euro sottratto al Comune di Terlizzi, mai più rientrati. Dopo l’intervento della Corte dei Conti che ha bloccato 1.600.000 euro alla Censum e 200.000 euro alla Panzini, la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Trani infligge un altro duro colpo alla residua credibilità di un sindaco che dovrebbe avere la dignità e il buon senso di dimettersi».

Sui fatti è intervenuto anche Pasquale Vitagliano di “Città Civile”:

«Da un punto di vista storico-politico la costituzione di parte civile del Comune nella persona del sindaco “pro-tempore” è una contraddizione che ha il sapore della beffa. Ho sentito con le mie orecchie dire da parte del sindaco che il dirigente era stato assolto: per ignoranza o mala fede. Ci sono atti che chiaramente dimostrano la riserva mentale dell’amministrazione di ridurre la questione dei tributi non versati a mera “lite civile”, minimizzando le responsabilità penali al punto da negare di sottoporre ad alcuna verifica di responsabilità contabile-amministrativa il dirigente. A costituirsi parte civile dovrebbero essere tutti i cittadini di Terlizzi che sono stati chiamati “sciacalli” per il solo fatto di aver posto una domanda poi sollevata dallo stesso Prefetto di Bari. Tutto questo al di là dell’esito del processo che solo adesso comincia».

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