Eccidio delle Fosse Ardeatine, la città ricorda Pappagallo e Gesmundo. Le foto

© n. c.
Nel 71esimo anniversario dei tragici fatti le istituzioni cittadine, in testa il sindaco, rendono omaggio al sacrificio del parroco e del professore, barbaramente trucidati dagli occupanti nazisti il 24 marzo 1944
Nella giornata in ricordo dei Martiri delle Fosse Ardeatine, l’Amministrazione Comunale ha ricordato le 335 vittime della strage compiuta dai nazisti il 24 marzo del 1944 per ritorsione contro l’attentato partigiano del giorno prima in via Rasella.
Soprattutto, è stato commemorato il “martirio” dei nostri due concittadini, che furono arrestati a fine gennaio ’44 per via della loro attività di resistenza all’occupazione e fucilati assieme a cittadini semplici e militari italiani con barbare esecuzioni in serie nelle cave di pozzolana sulla via Ardeatina.
Don Pietro Pappagallo e Gioacchino Gesmundo sono «due figure tanto diverse per estrazione culturale, sociale, politica, economica, ma accomunate da un tragico destino di violenza e sopraffazione», ha dichiarato il Sindaco che, come è consuetudine, stamattina ha reso omaggio a Don Pietro visitando il luogo dove è affissa una targa che ne ricorda il sacrificio all’interno del cimitero comunale di Terlizzi.
La delegazione istituzionale, in testa Gemmato, si è recata presso le lapidi commemorative del maestro Gioacchino Gesmundo e di Pappagallo prima di rendere il tradizionale saluto delle Autorità civili e militari al Monumento ai Caduti di Piazza Cavour e, da ultimo, far tappa in Largo La Ginestra, davanti alla scultura che raffigura i due terlizzesi alla mercé dei loro esecutori.
Il Primo Cittadino ha menzionato una per una le diciannove vittime pugliesi dell’Eccidio, concentrandosi essenzialmente sull’importanza del ricordo non come sterile esercizio retorico, ma come atto doveroso nei confronti di chi ha lottato e si è sacrificato per il bene e la libertà di tutti in un periodo in cui non era semplice decidere di “resistere”. A conclusione del suo intervento, Gemmato ha esortato i terlizzesi a coltivare sempre, non solo all’occasione, i valori della Libertà, della Democrazia e dell’Onore che fondano e reggono la Repubblica Italiana.
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