Acceso (e benedetto) il falò della Festa dell’Annunziata. Foto

il falò dell'annunziata

Presso la Chiesetta della Misericordia, riaperta dopo quattro anni di restauri, si è svolta la cerimonia di benedizione del fuoco, seguita dalla celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Martella

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Ha preso il via ieri sera nello spiazzo davanti alla chiesetta “eponima” la tradizionale Festa dell’Annunziata, una delle migliori espressioni del radicato culto mariano terlizzese, la cui esistenza pare risalire all’inizio dell’800.

L’edizione di quest’anno è particolarmente significativa, in quanto la piccola cappella, detta della Misericordia, è tornata in uso dopo un restauro lungo ben quattro anni.

A metà strada tra la celebrazione liturgica e la festa di quartiere, la ricorrenza si articola in due giorni ed è caratterizzata dall’accensione del consueto falò, che è stato benedetto alle 17, in apertura di cerimonie, mentre i venditori ambulanti stavano ancora allestendo le bancarelle di frutta secca e le isole dei giocattoli e dei palloncini gonfi di elio.

La Festa dell’Annunziata è alquanto sentita in particolar modo nel quartiere di via Ruvo, che per qualche ora, fino a sera, è stato popolato da decine di fedeli – che hanno preso parte alla cerimonia eucaristica delle 19, presieduta dal vescovo della diocesi, monsignor Luigi Martella, – e da semplici cittadini curiosi o… infreddoliti dal vento umido di questo marzo, che si sono stretti attorno al fuoco crepitante, fatto di grossi ceppi su un fondo di breccia bianca.

Stasera alle 20 è prevista la benedizione dei bambini, con il falò che resterà acceso fino a sera. La tradizione nostrana vuole che assieme alla benedizione dei bambini sia nata la leggenda del “compare delle nocelle”, secondo cui il “padrino” o la “madrina” del benedicendo dovrà fargli un “dono ghiotto”, corrispondente a una manciata di frutta secca – noci o arachidi.

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