Le relazioni umane ai tempi dei social: prosegue la campagna dell’Azione Cattolica sui nuovi media

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Il secondo manifesto, intitolato “Trasformare spazi virtuali in intrecci di sguardi e di storie”, riflette sulle distorsioni nelle relazioni generate da uso sconsiderato dei social network e dei nuovi media
Prosegue la campagna di sensibilizzazione dell’Azione Cattolica diocesana, che ha avviato una riflessione sull’utilizzo dei social network attraverso una serie di manifesti tematici. In questo secondo manifesto – dal titolo “Trasformare spazi virtuali in intrecci di sguardi e di storie” – i riflettori sono puntati sulla distanza che un uso eccessivo e sconsiderato di questi strumenti può determinare tra l’esperienza diretta e concreta della quotidianità e la dimensione virtuale.
Guardare il mondo attraverso i social network, lasciare che siano un tablet o uno smartphone a mediare la comunicazione con il prossimo spesso oscura gli aspetti più ricchi e profondi delle relazioni umane. La compiutezza di una relazione – sostiene l’Azione Cattolica – va cercata e costruita attraverso la condivisione di esperienze dirette: non ci può essere amicizia o “ascolto” senza la presenza, gli sguardi d’intesa, un sorriso di accoglienza o un abbraccio di conforto. Così come non ci può essere coraggio nell’esprimere un’idea se non si guarda l’altro negli occhi, comunicandogli la profondità della propria opinione. Il timore di una risposta differente dalle nostre aspettative non può rinchiuderci in "mutue" solitudini.
L’idea di perdere il contatto reale e fisico con l’altro dovrebbe spaventarci, perché rischia di diventare un segno dell’assenza al mondo, nell’illusione di essere sempre “in linea” con qualcuno, senza in realtà essere “in rapporto” con alcuno. L’uso di questi nuovi mezzi di comunicazione non può rinchiuderci in stanze illuminate, ma “fredde”, disertando le strade, le piazze, i luoghi di aggregazione delle città. Infine, non bisogna mai perdere la gioia dello stare insieme e, come diceva don Tonino Bello, il desiderio di “spalancare la finestra del futuro progettando insieme, osando insieme”.
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