Città Civile e LèP: «La giunta Gemmato tutela la dirigente Panzini più della comunità terlizzese»

© terlizzilive
Ieri sera si è tenuta l'assemblea pubblica di LèP e Movimento Civico sulle ultime evoluzioni dello scandalo Censum, definito da Vitagliano (Città Civile) «una croce piantata nella schiena della comunità terlizzese»
Mentre in questi minuti si sta svolgendo un accesissimo consiglio comunale monotematico sullo scandalo Censum, ieri sera si è tenuta l’assemblea pubblica convocata da “Città Civile” e “Libertà è Partecipazione” per ricapitolare a beneficio dei cittadini le recenti evoluzioni del caso politico-giudiziario che scuote Terlizzi ormai da qualche anno.
In apertura del suo intervento, Pasquale Vitagliano con una metafora quasi cristologica definisce la vexata quaestio una «croce piantata nella schiena di questa città – mentre la giunta Gemmato vuol farla passare per una polemica strumentale, amplificata ad arte e cavalcata dalle opposizioni a puro scopo di rendita politica».
«La verità – prosegue Vitagliano – è che la comunità terlizzese non è stata sufficientemente tutelata nel caso “cartelle pazze”, non quanto la dirigente Panzini, almeno, che è stata protetta a oltranza dagli attacchi e dalle continue richieste di spiegazioni delle minoranze e, peraltro, è stata recentemente gratificata con la nomina nel consiglio di amministrazione della neonata società per la raccolta dei rifiuti, la Sanb spa».
Eppure, benché abbia scelto volontariamente di saltare la fase preliminare e andare direttamente a dibattimento, «la Panzini è comunque de facto imputata nel processo Censum, checché ne dica in proposito il Comune, che all’indomani di questa notizia si è premurato invece di diffondere una capziosa nota per specificare che la dirigente non è stata rinviata a giudizio».
Se dunque nel consiglio di marzo si è ricreato un clima civile e di rispetto istituzionale tra le parti, con le minoranze che hanno interrotto l’autosospensione e sono tornate ai lavori per l’occasione – prosegue Vitagliano, – ciò si è verificato soltanto in virtù di un apparente e illusorio “ravvedimento” della maggioranza, che aggiornò all’ultimo momento l’ordine del giorno per riferire all’assise la proposta di “datio in solutum” avanzata dalla società di riscossione tributi, che offriva la sede legale di Rutigliano a parziale contropartita del suo debito con l’Ente di Piazza Novembre.
«Ma la minoranza e la comunità non potevano essere informate del fatto che di lì a pochi giorni sarebbe giunta la notizia sul destino processuale della dottoressa Panzini, che sarà effettivamente giudicata dal Tribunale di Trani a giugno. L’Amministrazione non poteva essere all’oscuro di questa evoluzione del processo – che cambia decisamente le carte in tavola, – e l’estemporanea proposta di risarcimento avanzata dalla Censum sta lì a testimoniarlo».
Di fronte all’”eccesso di protezione” verificatosi nei confronti della Panzini, la minoranza dunque ha mostrato ingenuamente un “eccesso di rispetto” che non si è rivelato assolutamente funzionale agli interessi della comunità terlizzese, vittima – Vitagliano cita la relazione annuale della corte dei conti – di una «gestione anarchica dei tributi» che le ha procurato danni e disagi in questi ultimi anni: «È evidente che qualora fosse stata effettuata una minima attività di controllo da parte dell’ufficio finanziario, tali condotte avrebbero potuto essere contestate formalmente alla società con l’effetto di determinare la risoluzione del contratto. Risulta pertanto gravemente colposa la condotta del dirigente che non solo non ha applicato le richiamate previsioni contrattuali, ma ha ratificato l’ulteriore proroga del contratto».
La condotta della giunta Gemmato – conclude l’esponente di “Città Civile” – si è caratterizzata per un atteggiamento ambiguo e inerte, mentre avrebbe potuto almeno, legittimamente, dichiarare il proprio garantismo, a fronte del presunto “giustizialismo” delle forze civiche e politiche di opposizione, che vengono tacciate di opportunismo e pedanteria soltanto perché intendono far luce su vicende di interesse pubblico, cruciali per la comunità. Per questo motivo, afferma il segretario del Movimento Civico, Vito D’Amato, è stata richiesta l’audizione presso l’Autorità Nazionale Anti-Corruzione di Cantone, e il relativo documento di convocazione è affisso nella bacheca di “Città Civile” a testimonianza di questo impegno di vigilanza e controllo sulla cosa pubblica a esclusivo beneficio dei cittadini.
In proposito, l’avvocato Michele Di Pinto, intervenuto nelle fasi finali dell’incontro per definire alcuni aspetti tecnici della questione Censum, ha prospettato la possibilità per qualsiasi associazione civica – quali sono LèP e Città Civile – di costituirsi in simili evenienze come parte lesa – in supplenza dell’Amministrazione – a rappresentanza degli interessi della comunità locale.
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