Gemmato: «Vorrei più rotonde al posto dei semafori e agli ingressi della città»

la rotonda di via Mariotto

Su facebook il sindaco discute di viabilità e urbanistica, sottoponendo ai cittadini l'ipotesi di realizzare nei punti più critici per il traffico – come via Ruvo, via Molfetta, via Giovinazzo – i classici roundabout

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Una buona viabilità non è figlia soltanto dell’ordinaria manutenzione delle strade: rattoppare le buche e rintuzzare i dissesti che affliggono periodicamente la carreggiata, specie nei periodi più umidi e freddi, è certo necessario (e doveroso da parte dell’amministrazione): tuttavia, non basta a garantire la sicurezza dei cittadini. Un traffico scorrevole e una fluida circolazione stradale sono anche l’effetto principale di una generale sostenibilità degli spazi urbani, la quale può essere garantita soltanto da scelte intelligenti e oculate nell’assetto della città a medio-lungo termine.

Il sindaco, sul suo profilo fb, non fa mistero di avere in serbo una ricetta semplice e pragmatica – una sorta di “uovo di Colombo” – per snellire il traffico, soprattutto nei punti più critici, ad esempio agli incroci tra le arterie a scorrimento veloce:

«Non ho mai nascosto la mia predilezione per le rotatorie al posto dei semafori», ha esordito Gemmato: «lo ritengo il più valido strumento per la soluzione degli ingorghi stradali e per il miglioramento della sicurezza, oltre a considerarne i benefici di impatto ambientale che comportano. Bilancio: meno incidenti, automobilisti più tranquilli e si riduce anche lo smog».

Specie per quanto riguarda i punti di ingresso della città – la via di Ruvo, di Molfetta e di Giovinazzo, ad esempio, visto che la via di Sovereto e quella di Mariotto ne sono già provviste – l’orientamento del primo cittadino è quello di eliminare a poco a poco i semafori e sostituirli con i più anglosassoni roundabout. «Voi cosa ne pensate?», soggiunge Gemmato, rivolgendosi idealmente alla comunità dei suoi follower.

Le risposte della maggioranza degli internauti terlizzesi sono favorevoli, salvo alcune precisazioni ed emendamenti: alcuni esprimono un parere critico pensando al negativo impatto delle rotonde – specie se tenute in cattive condizioni – sull’assetto urbanistico, e di contro propongono di prestare attenzione soprattutto all’incolumità dei pedoni, applicando magari più sanzioni e limitazioni alla circolazione degli autoveicoli – specie ai mezzi agricoli, che transitano spesso liberamente nelle vie del centro, – oppure installando telecamere di vigilanza agli ingressi della città e nei punti più “caldi”. 

Altri segnalano le zone “papabili” per la costruzione di rotonde, ad esempio l’incrocio di via Chicoli e di via Giovinazzo, o richiamano l’attenzione del sindaco sull’incrocio di via Mazzini, asse di collegamento essenziale in città, rimasto da qualche tempo senza semaforo e dunque lasciato all’anarchia degli automobilisti, che si autodisciplinano liberamente creando a volte ingorghi e, quel che è peggio, disagi ai pedoni.

Insomma il dibattito è aperto, anche se sembra esserci già un indirizzo preciso e condiviso in merito all’ipotesi lanciata da Gemmato.

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