Il degrado della passeggiata alberata davanti allo stadio “Comunale”. Foto

© n. c.
Lo spazio alberato ai margini dell'ingresso monumentale del Campo Sportivo si trova da anni in condizioni di desolazione, con la pavimentazione sconnessa e l'erba che cresce disordinatamente, infestando le pareti
Che Terlizzi non sia storicamente una città-giardino è abbastanza noto. La nostra città non ha mai avuto fama di possedere magnifici e lussureggianti spazi verdi, invidiati dalle comunità limitrofe, né ha una architettura residenziale particolarmente armoniosa e attraente, che si integri organicamente nell’ambiente rispettando gli equilibri tra natura e spazi antropici.
Ad ogni modo, spicca in negativo la situazione di degrado in cui versano alcuni giardini e parchi, che spesso presentano angoli davvero squallidi o particolarmente incolti, complice anche – bisogna ammetterlo – lo scarso spirito civico di molti cittadini.
Ieri abbiamo dato spazio alla denuncia dei volontari dell’associazione ambientalista “Puliamo Terlizzi”, che segnalava l’incuria regnante nel Parco Marinelli, inaugurato nel 2007 e subito piombato in condizioni molto precarie, con l’erba straripante, cresciuta fuori dal perimetro delle aiuole e, in alcuni punti, ad altezze ragguardevoli persino per la brughiera.
Oggi ci occupiamo della situazione in cui si trova la passeggiata alberata ai margini dell’ingresso monumentale del “Comunale”, il campo sportivo in cui si tengono gli incontri di calcio.
Ebbene, le condizioni generali dell’area, da sempre piuttosto piuttosto desolata e disadorna a fronte del prospiciente parco comunale, capace di rifiorire in alcuni periodi dell’anno (anche a dispetto di una gestione non sempre irreprensibile), sono ormai molto critiche e necessitano un intervento serio e strutturato, se non si vuole abbandonare definitivamente lo spazio allo stato di natura.
Se la “passerella” dei palmizi non brilla per pulizia e decoro, con l’ingresso monumentale dello storico stadio ormai sbarrato da anni, nell’area terminale del giardinetto non va molto meglio. Lo spazio non sembra godere di una manutenzione sistematica e coerente: l’erba cresce in maniera erratica e alcune pianticelle selvatiche infestano le pareti dei muri; inoltre la pavimentazione del largo marciapiede appare per lo più sconnessa e in molte porzioni addirittura mancante, specie attorno agli alberi, dove le mattonelle vengono presumibilmente sollevate e a volte divelte in forza della pressione sotterranea delle ponderose radici. Le panchine, sverniciate e un po’ arrugginite, paiono quasi delle barchette che rollano in un oceano in tempesta.
Chi volesse camminare lungo questa ombrosa passeggiata, virtualmente molto bella, è costretto a fare una vera e propria gimcana, aprendosi a fatica un “sentiero” tra i tanti piccoli ostacoli che rendono complicata e snervante la marcia. Tra segnali stradali e cartelloni pubblicitari piantati senza criterio proprio al centro del marcipiede, fastidiose buche e improvvise “emergenze” del terreno, è pressoché impossibile percorrere in maniera rettilinea senza incappare in qualche impedimento il largo marciapiede. A sera poi, complice l’illuminazione un po’ precaria, l’area non è propriamente raccomandabile. Per queste ragioni, molti semplicemente la evitano e proseguono sull’altro lato della strada, di notte e di giorno: ed è un vero peccato.
Un nostro concittadino, autore di molte segnalazioni in merito alle condizioni di degrado del giardino, trova che «la situazione sulla villetta prospiciente l’ingresso del parco comunale è davvero ai limiti della legalità e dell’incolumità di chi ci cammina sopra. Tuttavia sarebbe davvero un peccato se venisse sbarrata, perché si toglierebbe ai cittadini un angolino di verde davvero carino, che tra l’altro si congiunge, attraverso un lungo marciapiede, ad un’altra villetta che si trasforma nel periodo estivo in un luogo di incontro e di giochi per bambini».
“Take a walk on the wild side”, diceva il compianto Lou Reed: l’Amministrazione faccia un giro sul lato selvaggio. E lo trasformi in uno spazio civico.
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