Il Pd: «Gemmato la smetta di proteggere la Panzini e ammetta il suo fallimento»

La Redazione
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Il partito stigmatizza la scelta del sindaco di non costituirsi parte civile contro la Panzini, attribuendogli una condotta faziosa, «non lineare, non trasparente, che pregiudica l'immagine e gli interessi della città»

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Il consiglio comunale di sabato scorso 11 aprile sullo scandalo Censum sta generando una lunga scia di polemiche, specie tra le file dell’opposizione, che attacca Gemmato alla luce di un atteggiamento reputato incoerente e fin troppo protettivo nei confronti della dirigente Panzini.

Interviene nella diatriba anche il Pd, con un comunicato che mette in evidenza la posizione, per così dire, “articolata” del Comune, che si è costituito parte civile contro la società di riscossione tributi, ma non nel processo che vedrà imputata a giugno la dottoressa Panzini, «dirigente del settore tributi all’epoca dei fatti che hanno visto la Censum non riversare al nostro comune quasi 1.600.000 euro».

«Censuriamo la condotta del Sindaco di Terlizzi Gemmato, ascrivendogli “una conduzione faziosa, non lineare, non trasparente, che pregiudica l’immagine e gli interessi della Comunità Terlizzese”», attacca il Pd.

Il partito rileva che la proposta avanzata a seduta in corso dai consiglieri di opposizione di esprimersi sull’opportunità di far costituire il Comune anche contro la Panzini è stata bocciata senza appello dall’assise sulla base di un «parere del consulente legale del Comune di Terlizzi, l’avvocato Mendicini, che, in una relazione – fino a quel momento tenuta nascosta, – nel ritenere non responsabile la dott.ssa Panzini, ha giudicato non necessaria per il Comune di Terlizzi la costituzione in giudizio nel processo penale a carico della dirigente».

Il Partito Democratico, riprende la nota, «nell’esclusivo interesse dei cittadini terlizzesi, ha finora consumato tutti gli atti possibili a livello istituzionale attraverso i suoi consiglieri comunali, chiedendo di poter visionare tutti gli atti amministrativi e anche processuali per far luce sulla vicenda, censurando il sindaco Gemmato ed addirittura autosospendendosi per le gravi omissioni sul diritto di accesso agli atti, informando più volte il Prefetto e le varie autorità competenti, coinvolgendo l’onorevole Gero Grassi con un’interrogazione parlamentare, informando i cittadini in pubbliche manifestazioni e attraverso comunicati stampa e manifesti».

Ma, oggi più che mai, continua il comunicato, «la cittadinanza può rendersi conto delle irresponsabilità con cui l’amministrazione Gemmato sta affrontando la questione del recupero dei soldi dei terlizzesi. Invece di pubblicizzare un opuscoletto di falsità sulla sua attività amministrativa, il sindaco dovrebbe quantomeno vergognarsi perché la città langue in ogni settore dopo tre anni di sua amministrazione: rifiuti sparsi per il territorio, sporcizia diffusa, inefficienze amministrative, gara nuovi loculi in alto mare, nessuna notizia sul sottopasso viale dei Lilium su cui sono stati persi in finanziamenti europei, strade dissestate, manutenzioni a rilento e mal effettuate, pubblica illuminazione ballerina, servizi pubblici senza controllo abbandonati a se stessi».

Gemmato, conclude il Pd, «farebbe cosa utile e buona annunciando il suo fallimento politico-amministrativo per evitare ulteriori e gravi danni alla città».

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