Immagini del 23 aprile, la Festa nel borgo di Sovereto. Galleria

la festa nel borgo di Sovereto

La Festa del 23 aprile è un culto molto radicato nel sentimento dei terlizzesi e affonda le radici in una tradizione remota, in cui si mescolano religione e folclore: questa origine popolare a Sovereto è ancora più evidente

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Come ogni anno, il 23 aprile Terlizzi si svuota e in una sorta di “esodo” Sovereto viene invasa da una folla allegra e festosa, formata da uomini e donne di ogni età, famiglie in libera uscita e comitive chiassose di ragazzi. I terlizzesi e i forestieri, giunti in pellegrinaggio dalla Madonna, occupano ogni angolo e dilagano in ogni andito del borgo, adornato dalle luminarie della Festa, particolarmente colorate ed elaborate sopra l’arco d’ingresso al complesso medievale del Santuario. 

Mentre i più giovani tendono a occupare fin dal mattino le campagne attorno, improvvisando fino a sera feste agresti e scorribande bucoliche dai risvolti fortemente goliardici, gli adulti raggiungono tranquillamente, per lo più a piedi o, se no, in bicicletta, col treno oppure ancora – impresa davvero ardua – in auto la vicina frazione. Si recano in visita alla Madonna, se non l’hanno seguita in processione o se vogliono rivederla in stallo, e quindi si intrattengono ancora un po’ a passeggiare per le brevi vie oppure si accomodano sui larghi gradoni-sedili del borgo, prima di far ritorno a Terlizzi, solitamente dopo il tramonto. Qualche bambino sgranocchia le patatine; altri tengono in mano il palloncino di Masha e l’Orso, che quest’anno spopola; molti badano solo a divertirsi il più possibile, visto che i genitori oggi sembrano più rilassati e permissivi del solito.

L’origine popolare della Festa qui a Sovereto è ancora più evidente, visto che il borgo è affollato di gente e stipato di venditori ambulanti di giocattoli e varia mercanzia e bancarelle provvide di libagioni d’ogni sorta, che vengono prese d’assalto da numerosissimi avventori, che si concedono uno spuntino o una bibita oppure danno sfogo a un capriccio dopo l’impegnativa escursione da Terlizzi.

Si dice che la tradizione del 23 aprile risalga al 1500, quando venne istituita a Sovereto la Fiera di San Marco, che durava otto giorni e si teneva in onore del Santo cui erano devote le monache del cosiddetto “monasterium duplex” che qui aveva sede all’epoca. Per l’occasione dai paesi vicini giungevano numerosi mercanti con l’intenzione di scambiare o vendere prodotti agricoli; spesso vi si fermavano gli armenti diretti in Molise per la transumanza.

La processione da Terlizzi a Sovereto fu fatta coincidere con l’apertura della fiera, che era molto popolare perché – a quanto pare – i mercanti non dovevano pagare dazi per prendervi parte. Oggi la fiera è stata “sovrascritta” dalla festa popolare, ma resta intatta la carica emotiva e il profondo spirito di partecipazione che la caratterizza da secoli.

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