Festa della Liberazione, Gemmato: «La memoria di questo giorno unisca e non divida»

© ninni gemmato
«Settant’anni fa si poneva il primo tassello per la nascita della Repubblica italiana, una delle pagine più intense della nostra Storia nazionale», ha detto il sindaco stamattina, impegnato nella celebrazione dell'anniversario
Oggi si festeggia la Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal governo fascista della Repubblica di Salò. Si tratta di un giorno fondamentale per la storia d’Italia, che assume un particolare significato innanzitutto sul piano morale, poiché è il simbolo per eccellenza della tenace lotta di resistenza militare e politica condotta dalle forze partigiane durante la Seconda Guerra Mondiale, a partire dall’8 settembre 1943, contro l’occupazione nazista e il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana.
Anche a Terlizzi si sono svolte le commemorazioni per l’importante anniversario, con il sindaco e il corteo istituzionale formato dalle autorità civili e militari e dalle associazioni degli ex combattenti che hanno sfilato per la città rendendo omaggio ai principali monumenti, in primis quello ai Caduti in piazza Cavour. Questo il pensiero di Gemmato sul senso della giornata per la nostra comunità, accluso al programma delle commemorazioni ufficiali:
«Nulla ci distolga dal ricordo. Da quel respiro, necessario e sottile, che legherà per sempre generazioni di italiani agli eroi militari e civili della Resistenza. Nessuno smetta di respirare e di tramandare all’altro il fragilissimo afflato della memoria. Ardente resti il sentimento della libertà e del riscatto che animò la nazione fino alla liberazione definitiva dalle truppe naziste. Viva la resistenza! Viva la Repubblica! Viva l’Italia libera e unita».
«Settant’anni fa si poneva il primo tassello per la nascita della futura Repubblica italiana e si scriveva una delle pagine più intense della nostra Storia nazionale», ha dichiarato il sindaco stamattina. «L’eredità che ci hanno lasciato le donne e gli uomini che hanno combattuto la guerra, prima, la fame e la miseria del dopoguerra, poi, è un bene prezioso che va protetto da qualsiasi deriva politica, storica, partitica.
Ripartiamo da questa data per costruire una memoria storica condivisa. Ripartiamo dai valori di libertà, democrazia e sovranità nazionale per fare in modo che ricorrenze come questa uniscano e non dividano».
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