Festa della Liberazione, FdI-An: «Nessun revisionismo, LèP diffonde menzogne a scopo di propaganda»

© ninni gemmato
«Purtroppo per queste minoranze ideologizzate, chi ieri ha partecipato al corteo del 25 aprile sa bene che i martiri terlizzesi della Resistenza sono stati commemorati con onore», afferma la nota del coordinamento FdI-An
A stretto giro di posta giunge la replica del Coordinamento Fratelli d'Italia-An Terlizzi alle accuse, lanciate ieri dal circolo LèP di Terlizzi all'amministrazione, di aver "frainteso" ad arte il senso della Festa della Liberazione nelle celebrazioni ufficiali organizzate in mattinata. Un lungo comunicato che restituisce al mittente l'imputazione di "revisionismo storico" e rilancia la polemica:
Quello di Libertà è Partecipazione, attacca la nota, è «un comunicato di 14 righe per sovvertire e vilipendere la verità! Il succo della triste ideologia comunista, che, nascosta dietro la romanticheria sdrucita di un violino, offende, calunnia e prova ad allestire volgarmente un comicissimo e fasullo processo politico. È accaduto spesso in questi ultimi anni e sta accadendo ancora che qualcuno, in questa città, allestisca un’ignominiosa e ridicola menzogna per vili scopi propagandistici. Ebbene, sì! Perché, in 14 righe, c’è chi di menzogne ne ha scritte tante nel tentativo di dividere piuttosto che di unire in una giornata di festa per l’intero Paese. Purtroppo per queste minoranze ideologizzate, chi ieri ha partecipato al corteo del 25 aprile sa bene che i martiri terlizzesi della Resistenza sono stati commemorati con onore. Serti di alloro sono stati deposti presso i monumenti lapidei a don Pietro Pappagallo e Gioacchino Gesmundo. Presso la lapide all’eroe Salvo d’Acquisto e presso il monumento ai caduti di tutte le guerre. La tappa al monumento ai Martiri delle Fosse Ardeatine c’era stata regolarmente il 24 marzo, nella giornata di commemorazione di quel terribile eccidio. Chi vuole può sfogliare in qualche bacheca telematica le foto di quella celebrazione e controllare gli illustri assenti.
La calunnia più grave e gratuita di questo comunicato è tuttavia l’accusa di revisionismo rivolta al Sindaco. In passato era già accaduto che qualcuno stravolgesse la verità di un discorso e formulasse accuse ridicole al primo cittadino, ma stavolta si è raggiunto il culmine dinanzi a un’allocuzione ampia ed equilibrata, che non ha dimenticato i martiri militari e civili, i partigiani e il racconto della Resistenza nel Mezzogiorno. Soltanto chi non ha altri argomenti che l’ideologia, un’ideologia peraltro da 100 milioni di vittime (tanti sarebbero ad oggi i martiri del totalitarismo comunista nel mondo), può svilire a tal punto la verità, vilipendere un’istituzione, strimpellare sulle corde di un violino un vergognoso raggiro ai danni di un’intera comunità».
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