Sciopero della scuola, in ventimila a Bari alla manifestazione contro il ddl Renzi. Foto

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Nel corteo, formato da docenti, lavoratori della scuola, genitori e studenti, era presente anche una nutrita delegazione delle scuole di Terlizzi, dove l'adesione allo sciopero ha sfiorato il 90%

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In circa ventimila – fra docenti, lavoratori della scuola, studenti e genitori – hanno riempito le strade di Bari per la manifestazione contro il disegno di legge sulla “Buona Scuola”. Da tutta la Puglia, ma anche da Basilicata e Calabria, fin dalle prime ore del mattino sono arrivati in migliaia con i pullman e i mezzi pubblici, per dire no alla riforma della scuola voluta dal Governo Renzi, aderendo allo sciopero generale nazionale promosso dalle organizzazioni sindacali. Oltre a quella di Bari, si sono svolte grandi manifestazioni in altri sei grandi città: Aosta, Cagliari, Catania, Milano, Palermo e Roma.

Presente anche una nutrita delegazione delle scuole terlizzesi – in cui si è registrata una massiccia adesione allo sciopero, – recatasi a Bari con il treno prima delle otto. Molti altri si sono aggiunti a manifestazione in corso, arrivando con i treni successivi. I docenti e i lavoratori della scuola provenienti da Terlizzi hanno sfilato mostrando gli stessi striscioni esposti in occasione del flash-mob dello scorso 29 aprile in Largo La Ginestra.

Alle 9 le delegazioni si sono riunite in piazza Federico II di Svevia, di fronte al Castello, e di lì è iniziato il corteo, al quale hanno partecipato anche numerosi genitori e studenti. Numerosi, pure, gli striscioni contro la “Buona Scuola”, le maschere-caricatura di Renzi, i cori intonati. ll corteo è partito sulle note di una marcia funebre: a intonarla un’orchestra di fiati composta da otto professori. È la celebrazione del funerale della scuola pubblica, con tanto di bara. “A darne il triste annuncio è l’articolo 33 della Costituzione”, si legge nel manifesto funebre realizzato dai docenti.

Il corteo ha attraversato nel corso della mattinata le vie San Francesco d’Assisi, Latilla, Quintino Sella, Abate Gimma, poi Corso Cavour e Corso Vittorio Emanuele, fino a raggiungere Piazza Prefettura, dove si è svolto il comizio conclusivo.

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