Test Invalsi, agitazione dei genitori degli alunni davanti alla Pappagallo

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Per oltre un'ora i genitori degli alunni di seconda e quinta elementare, che oggi dovranno sostenere le prove, si sono rifiutati di far entrare i figli in classe. L'arrivo dei carabinieri ha sbloccato la situazione
Per oltre un'ora molti genitori degli alunni di seconda e quinta elementare si sono rifiutati di far entrare i figli in classe per protestare contro la somministrazione dei test Invalsi, prevista per oggi per le classi in questione. L'arrivo dei carabinieri ha sbloccato la situazione e dopo un’ora di “agitazione” i genitori si sono convinti a interrompere lo "sciopero" e a far rientrare i bambini nell'istituto.
Il malessere che sta attraversando la scuola va oltre le proteste contro le riforme scolastiche previste dal disegno di legge renziano sulla Buona Scuola, culminate con lo sciopero e le manifestazioni di ieri, 5 maggio. Tra i genitori da tempo serpeggia il malcontento nei confronti dei test, introdotti sotto il governo Berlusconi. Contro di essi è scoppiato un certo malumore a livello nazionale, accentuato peraltro dallo slittamento delle date delle prove 2015 al 6 e 7 maggio, in seguito allo sciopero della scuola indetto dai sindacati di categoria per ieri. Alcuni hanno interpretato la scelta di far slittare le prove come un tentativo del Ministero dell’Istruzione di depotenziare la mobilitazione.
I testi Invalsi sono prove ministeriali e nazionali che si svolgono nelle elementari in seconda e in quinta (dove di fatto hanno sostituito gli esami finali) e sono concepiti per valutare il lavoro svolto dai bambini e dagli insegnanti. Secondo molti genitori, stresserebbero fortemente i ragazzi e non sono ben visti neppure dalle insegnanti, secondo cui propongono un modello educativo nozionistico che penalizza il confronto tra insegnanti e studenti e non tiene conto delle specificità di ogni scuola, mirando quasi a standardizzare la didattica.
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