Casi di straordinaria amministrazione: azione di “guerrilla gardening” in Piazza Pio XII

i giardini di piazza pio xii

Alcuni giorni fa un cittadino aveva fatto notare sui social network lo stato di degrado in cui versavano i giardinetti. Ne è sorta una mobilitazione spontanea di alcuni cittadini, risoltasi in un'azione di "guerilla gardening"

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Alcuni giorni fa un cittadino aveva fatto notare sui social network lo stato di degrado in cui versavano i giardini di Pio XII, deturpati da sporcizia diffusa, erbacce, giostrine malfunzionanti e, ultimo ma non ultimo, sfigurati da parcheggi selvaggi sulla parte esterna della piazzetta. Un quadro di evidente, sgradevole precarietà, tanto più che l’area – chi conosce il quartiere lo sa bene – è particolarmente frequentata da bambini e ragazzi per i giochi e i ritrovi serali.

«Nemmeno un fiore. Nessuna traccia di colore. In questo squallore sono costretti a giocare i nostri figli. In questo squallore domenica prossima tanti bambini si ritroveranno per la loro prima comunione. I nostri figli perché devono vivere in un paese cosi brutto? Sono forse figli di un dio minore?», si era lamentato il genitore di fronte all’uditorio di facebook.

Sollecitati dal tenore accorato dell’appello, alcuni utenti gli avevano risposto e, dopo qualche botta e risposta, ne era sortita una mobilitazione spontanea. Di comune accordo, alcuni degli interlocutori hanno deciso di darsi appuntamento per un’azione di “guerrilla gardening” presso i giardini, recando con sé le piantine ornamentali per abbellire le aiuole “grigie” e anonime (che, per la verità, nel frattempo sono state rase al fine di eliminare l’erba in eccesso).

L’autoconvocazione si è rivelata un successo, reso possibile anche dalla disponibilità degli abitanti del quartiere, che hanno offerto ai volontari l’acqua necessaria per la prima innaffiatura delle circa cento piante donate da alcuni produttori locali e messe a dimora nei terrenti delle aiuole. Dopo l’intervento, i giardini hanno effettivamente assunto un aspetto migliore; le piante hanno restituito colore e allegria alla piazzetta, di cui beneficeranno soprattutto i bambini che la popolano abitualmente.

Eppure, non si può fare a meno di osservare due cose: simili iniziative spontanee, pure encomiabili perché fondate sul volontarismo, non possono sostituire in alcun modo la manutenzione sistematica del verde pubblico; in seconda battuta, rischiano di rivelarsi velleitarie, se sono mirate esclusivamente al decoro urbano e non sono accompagnate invece da un cambiamento profondo nello spirito civico e nell’educazione all’ambiente dei singoli. 

La trasformazione del cittadino dovrebbe interessare l’etica, piuttosto che l’estetica, altrimenti a medio-lungo termine rischia di degenerare in una operazione superficiale, cosmetica. Urge una riforma strutturale del senso civico, a tutti i livelli: se no, ogni atto di ordinario eroismo diviene una fatica di Sisifo.

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