Scuola, ieri il flashmob in piazza Prefettura a Bari: «Siamo pronti a bloccare gli scrutini»

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Dopo lo sciopero del 5 maggio, prosegue intensa la mobilitazione contro La Buona Scuola: c'era anche il coordinamento dei lavoratori della scuola terlizzese al flashmob di protesta andato in scena ieri pomeriggio a Bari
Dopo la massiccia adesione allo sciopero del 5 maggio scorso, non accenna a placarsi lo stato di agitazione del mondo della scuola, schierato compattamente contro il disegno di legge Renzi sulla Buona Scuola con una serie di iniziative di protesta in tutta Italia.
A pochi giorni dalla manifestazione che ha sfilato per le strade del capoluogo, oggi la scuola pugliese è scesa nuovamente in piazza per un presidio in piazza Prefettura, culminato con un flashmob – a cui ha partecipato anche il coordinamento terlizzese dei lavoratori della scuola – per esprimere il proprio disagio nei confronti dell’approdo alla Camera dei provvedimenti più discussi (l’articolo 8 sull’assegnazione dei poteri ai dirigenti scolastici) del disegno di legge renziano. Un centinaio di docenti con le bocche coperte da un bavaglio ha brandito un libro come sola – ma significativa – “arma” a disposizione.
Una delegazione composta dai segretari provinciali dei sindacati – Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda le sigle – ha incontrato prima il sindaco di Bari, Antono Decaro, poi il viceprefetto vicario, Biagio De Girolamo, cui sono state illustrate le ragioni della protesta ed è stata consegnato un documento unitario, in cui, tra le altre cose, si può leggere: «il ddl sulla scuola attualmente in discussione è lontano dai principi enunciati dalla nostra Costituzione. E’ privo di un reale progetto educativo e didattico che valorizzi lo studente e la sua crescita come cittadino libero e consapevole».
«Nonostante le modifiche adottate sul provvedimento dalla commissione competente della Camera – continua il documento unitario – il disegno di legge continua a contenere norme inaccettabili per il personale della scuola: l’esclusione di molti precari dalla stabilizzazione, la chiamata diretta dagli albi territoriali, la marginalizzazione del principio di contrattazione con le rappresentanze sindacali, un sistema di ripartizione inaccettabile delle risorse alle scuole, l’assenza totale di risorse per il rinnovo del contratto scaduto da oltre sei anni sono solo alcuni dei punti più inaccettabili nel disegno di legge».
Insomma la mobilitazione non si è affievolita affatto, anzi, è passata a un livello successivo, e già sta prendendo quota il dibattito sulla possibilità – e sulla eventuale liceità – del blocco degli scrutini, minacciato come extrema ratio dal mondo della scuola, sempre più disposto a dispiegare tutti i mezzi possibili per difendere la scuola pubblica contro ciò che viene percepito come un concreto tentativo di “smantellamento”.
Ad ogni modo, per tenere costantemente aggiornati i lavoratori della scuola sull’andamento del progetto di riforma renziano, sarà avviato da domani, mercoledì 20, un nuovo ciclo di assemblee unitarie in orario extralavorativo. A partire dalle ore 16 e 30 si svolgeranno incontri in tutti i comuni della provincia, a cui saranno invitati i sindaci, gli assessori e i consiglieri comunali. Ai rappresentanti delle istituzioni locali si chiederà di convocare consigli comunali monotematici adottando un ordine del giorno che discuta criticamente il ddl “La Buona scuola”. A Terlizzi l’assemblea si terrà venerdì 22 dalle 16 e 30 alle 18 e 30 presso la scuola media Moro-Fiore in via Casalicchio.
Il mondo della scuola, quantomai unito, chiede all’esecutivo di ritirare i contenuti – reputati regressivi – del ddl e di stabilizzare i precari, rinnovando finalmente il contratto di lavoro fermo da troppo tempo. «Se non arriveranno proposte concrete di modifica radicale delle norme – è la minaccia dei lavoratori della scuola – dovremo garantire il massimo della nostra unità, arrivando a bloccare gli scrutini».
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