“Stop omofobia!”, stasera a Bari un manifestazione per i diritti gay, contro le Sentinelle in Piedi

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In contemporanea alle "veglie" organizzate in molte città italiane dalle Sentinelle in Piedi, a Bari andrà in scena un flashmob a cura degli studenti della Rete della Conoscenza. Per Terlizzi ci sarà una delegazione di LèP
Per oggi le Sentinelle in Piedi – balzate agli onori della cronaca qualche mese fa per le loro scenografiche manifestazioni a difesa della famiglia tradizionale (e contro i diritti gay) – hanno organizzato in diverse piazze italiane delle “veglie” di protesta contro alcuni disegni di legge dell’esecutivo: in primis, il disegno di legge Scalfarotto, che prevede l’introduzione di misure di legge aggravanti contro reati spinti da odio omofobico e transfobico; in seconda battuta, contro il ddl Fedeli, proposta ferma in senato per l’introduzione dei saperi di genere nei programmi didattici di scuole e università; in terza istanza, contro il ddl Unioni Civili.
In contemporanea, gli studenti e le studentesse della Rete della Conoscenza stasera allestiranno un flashmob a partecipazione libera, a cui chiunque è invitato a unirsi – studenti, docenti, lavoratori, precari, organizzazioni sociali e politiche sensibili al tema (meglio se muniti di fischietti, sonagli, trombette et similia e vestiti di indumenti colorati) – per contrastare la possibilità di una deriva omofobica nel Paese. In rappresentanza di Terlizzi, ci sarà il movimento Libertà è Partecipazione, con una delegazione di attivisti e militanti per i diritti gay. L’iniziativa, denominata “Che rumore fa la differenza?”, si concretizzerà stasera a partire dalle venti in piazza del Ferrarese a Bari.
«Ci sentiamo in dovere di smascherare i protagonisti di tali manifestazioni sottolineando che nonostante le Sentinelle in Piedi si definiscano una rete apartitica e aconfessionale, in realtà così non è in quanto manifestano con il sostegno esplicito e non ininfluente delle autorità cattoliche, delle destre e di movimenti neo-fascisti», dicono dalla Rete della Conoscenza.
Le iniziative delle Sentinelle in Piedi, continua la nota del movimento studentesco, sono volte a difendere un modello di famiglia patriarcale che si basa sulla sottomissione ideologica della donna, la quale non ha per loro possibilità reale di emancipazione, se si pensa che – soggiunge la Rete – «dietro alle Sentinelle in Piedi ci sono le stesse persone che presidiano i consultori pubblici e gli ospedali per fare pressione alle donne affinchè non interrompano la gravidanza , non prendano la pillola del giorno dopo o non utilizzino anticoncezionali».
«Nel 1990 l’OMS ha escluso l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali, ricerche più recenti dimostrano invece come le famiglie omogenitoriali non rappresentino un rischio nè per il bambino nè per nessuno: ci chiediamo se i libri che le sentinelle portano in piazza riportino queste notizie o se in questo caso preferiscano la censura?
Eliminando sessismo e stereotipi dai libri di testo delle scuole, inserendo programmi integrati di educazione sessuale e alle differenze potremo dare alla società di oggi e di domani gli strumenti per decostruire stereotipi e falsi miti discriminanti», è l’auspicio finale degli organizzatori del flashmob di stasera.
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