Censum, stamattina la prima udienza del processo

La Redazione
Il Tribunale di Trani

È ufficialmente cominciato presso il Tribunale di Trani il processo contro Francesca Panzini, che dovrà rispondere alla pubblica accusa dei reati connessi allo scandalo finanziario che ha colpito il Comune di Terlizzi

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È ufficialmente cominciato presso il Tribunale di Trani il processo contro Francesca Panzini. Il dirigente del settore finanze del Comune di Terlizzi questa mattina si è infatti presentata – accompagnata da Giovanni Di Capua, ex comandante dei vigili urbani a Terlizzi – al banco degli imputati davanti al collegio del Tribunale di Trani, presieduto dalla dottoressa Giulia Pavese.

Dovrà rispondere alla pubblica accusa dei reati connessi allo scandalo Censum, la notissima vicenda relativa ai mancati versamenti di oltre un milione di euro nelle casse del comune di Terlizzi. Il processo che vede imputata la Panzini dunque c’è – malgrado la scarsa chiarezza in merito – ed è effettivamente cominciato con l’udienza di stamattina. Vale naturalmente il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza, prevista dal nostro sistema giuridico.

L’udienza ha avuto inizio con la trattazione degli atti preliminari, quali le richieste di costituzione di parte civile presentate per conto del movimento Città Civile dall’avvocato Michele De Pinto, e in rappresentanza del Partito Democratico dall’avvocato Nunzio Palmiotto. Spettatori del dibattimento alcuni cittadini terlizzesi, tra cui il Presidente del Consiglio Comunale Michele Grassi e i consiglieri Berardi, Cagnetta, Di Tria e Malerba. L’udienza è stata rinviata al 17 giugno prossimo per l’esame delle richieste di costituzione.

Nel frattempo, in un’altra aula del Tribunale di Trani è proseguita dinanzi al Gip Messina l’udienza preliminare del processo ai vertici della Censum all’epoca dello scandalo. È stata accolta la richiesta di giudizio abbreviato per Tenerelli, con rinvio a martedì 9 giugno, data in cui potrebbe arrivare già la sentenza. La posizione di Tenerelli è quella penalmente meno grave, essendo questi all’epoca dei fatti semplicemente il capo del personale della società. Per quanto riguarda l’amministratore Re David, invece, c’è stato il rinvio a giudizio al 30 settembre 2015.

Seguiranno aggiornamenti.

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