Furto con destrezza in Villa Lamparelli: rubata una tela dal valore storico

© villa lamparelli
Il fatto risale ad alcuni giorni fa: il dipinto è la copia di un ritratto di Michele Lamparelli – lo storico proprietario della dimora – eseguito da Michele de Napoli a testimonianza della stima reciproca
È stato rubato un dipinto da Villa Lamparelli, la dimora “templare” situata al centro del borgo di Sovereto. A darne notizia è il proprietario del complesso, Domenico Guastamacchia. Il fatto risale ad alcuni giorni fa, quando qualche novello Lupin – probabilmente nottetempo – si è introdotto nella dimora e, agendo forse su commissione, curiosamente ha portato via soltanto una tela, mettendo a segno un furto mirato che ha tuttavia un precedente storico.
Sul dipinto pende infatti una sorta di “maledizione”, per così dire. Si tratta della copia dell’unico ritratto noto di Michele Lamparelli – l’insigne chirurgo proprietario della omonima Villa e sindaco di Terlizzi nei primi decenni dell’800, – eseguito dall’amico Michele de Napoli, che gliene fece poi dono – secondo quanto riportano le fonti – «a dimostrazione di una reciprocanza di stima fra l’artista sommo e lo scienziato, insignito della Croce della Trinacria conferitagli per alti meriti scientifici da Giuseppe Napoleone Bonaparte».
L’originale fu trafugato una prima volta dal Palazzo della Provincia a Bari, dove era conservato, e rifatto in seguito dagli artisti dello Studio Bianchi di Firenze, che lo riprodussero a partire dal libro sulla storia di Michele de Napoli, donato dalla famiglia Lamparelli all’attuale proprietario della Villa, il notaio Guastamacchia. La storia sembra ripetersi.
Non si è riuscito a comprendere quali siano le finalità immediate del furto, dato che riuscire a rivendere un quadro del genere nel “mercato” locale non è impresa semplice: è tuttavia in corso – fa sapere il proprietario della Villa – l’esame dei video del circuito di sorveglianza interno per cercare di ricostruire la dinamica dell’infrazione e le modalità dell’azione – certo singolare, ma compiuta con indubbia destrezza.
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