«Mio fratello non è fuggito, anzi è stato il primo a chiamare i soccorsi»

© terlizzilive
Parla il fratello del ragazzo che guidava l'auto coinvolta nell'incidente dell'incrocio della via di Giovinazzo: «Mio fratello si è fermato immediatamente, era disperato, credeva anche che l'uomo a terra fosse un parente»
Abbiamo ascoltato il fratello del ragazzo coinvolto nell'incidente avvenuto in serata all'incrocio della via di Giovinazzo, in cui un uomo di Terlizzi ha riportato gravi ferite alla testa.
«Non è vero che mio fratello si sia allontanato dal punto in cui è avvenuto l'incidente, fuggendo via», mette in chiaro il familiare, smentendo quanto scritto da Terlizzilive in un primo momento, sulla base delle testimonianze raccolte sul posto. «Anzi, è stato il primo soccorritore dell'uomo», continua. «Anche la polizia stradale di Ruvo, giunta sul posto, l'ha trovato in lacrime, disperato, accanto a lui».
Il familiare fornisce una versione differente anche per quanto riguarda la dinamica dell'impatto: «Mio fratello stava procedendo su viale Federico II, proveniente dalla via di Sovereto, quando in prossimità dell'incrocio ha visto piombargli addosso – ed era troppo tardi per evitarlo – un uomo in bicicletta che ha centrato in pieno l'auto sulla fiancata sinistra, proprio tra i due finestrini. Subito dopo l'incidente, però, mio fratello non si è allontanato affatto: ha fermato l'auto poco più avanti e ha chiamato subito i familiari e i soccorsi, anche perché sulle prime era convinto, peraltro, che l'uomo fosse un nostro parente. Sul posto – testimone della scena – c'era anche un uomo che poi si è rivelato essere un carabiniere in borghese», precisa il fratello del ragazzo.
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