Un weekend alla (ri)scoperta di Terlizzi: «Cultura e turismo “volano” per la nostra economia». Foto

La Redazione
"scopriamo terlizzi"

Il fine settimana appena trascorso è stato dedicato alla riscoperta del territorio terlizzese, con un ciclo di visite guidate nel centro storico e presso alcuni siti di particolare interesse culturale, storico e architettonico

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Il weekend appena trascorso è stato dedicato alla riscoperta del territorio terlizzese, con un ciclo di visite guidate nel centro storico e presso alcuni siti di particolare interesse culturale, storico e architettonico che ha registrato una grande partecipazione, non solo di terlizzesi, ma anche di visitatori provenienti dalle città limitrofe.

“Scopriamo Terlizzi” – questo il nome dell’iniziativa – ha interessato diverse zone della città, tra cui via Michele de Napoli, largo Galliani, via Toselli, via Arimondi, arco di via De Cristoforis, il mercato coperto Lioy, la Cattedrale, l’arco e la corte di San Nicola, la “Ruota degli Espositi”, via Ospedale, l’arco della Madonna del Riposo, largo Lago Dentro, corso Dante, il portale di Anseramo da Trani.

L’attenzione è andata soprattutto al nucleo medievale e rinascimentale cittadino, privilegiando luoghi e siti risalenti al periodo alto e bassomedievale di Terlizzi, prima della sua espansione extra-moenia, oltre la cinta muraria originaria. In via Ospedale, ad esempio, sorgeva l’originario convento delle clarisse, trasferito fuori dalle mura solo nel ‘700. Qui venivano accolti i bambini abbandonati, i cosiddetti “esposti”. La “ruota” era appunto quel meccanismo girevole che permetteva di lasciare all’interno del convento, senza essere visti dall’interno, i neonati che il popolo decideva di abbandonare per indigenza o convenienza, di cui si sperava tuttavia che le suore potessero aver cura.

In via Toselli si trovano palazzi del 16esimo e 17esimo secolo; dello stesso periodo è l’antica dimora della famiglia nobile Lioy, mentre il magnifico portale di Anseramo da Trani è ciò che rimane della vecchia cattedrale romanico-gotica. 

Soddisfazione dai piani alti della politica locale. Così l’Assessore alla Cultura e al Turismo, Cagnetta: «Le visite guidate, pensate con il precipuo scopo di favorire una migliore conoscenza del territorio, si sono trasformate in vere e proprie giornate formative in cui è stato sviluppato un percorso di ‘rivelazione’ delle nostre radici e della nostra storia. I partecipanti, grandi e piccini, sono stati entusiasti e, a tal proposito, devo vivamente congratularmi con la guida turistica accreditata dalla Regione Puglia, Concetta Pagano, per aver saputo coinvolgere un uditorio variegato con spiegazioni chiare e precise e con il dottor Vito Bernardi della biblioteca cittadina che ha dato un grosso contributo sin dalla fase della redazione del percorso turistico, focalizzato sulla riscoperta del nucleo medievale cittadino».

«Siamo pienamente consapevoli – ha continuato Marina Cagnetta – del fatto che cultura e turismo siano i due grandi volani per un nuovo e concreto rilancio socioeconomico della nostra Città che, in quanto ad arte e storia, non ha nulla da invidiare ai borghi limitrofi.  Terlizzi contiene in sé una grande potenzialità turistica ed una enorme vocazione all’accoglienza, e l’Amministrazione comunale sta puntando decisamente in queste direzioni. Ne sono la testimonianza non solo le tante iniziative afferenti al progetto SAC appena concluso, ma anche le altrettante “scommesse” che ci vedono impegnati quotidianamente con azioni di sensibilizzazione e valorizzazione della cultura del territorio e con l’incremento dei servizi connessi al settore turistico».

Anche l’Assessore all’Ambiente, Paolo Malerba, ha partecipato alla due-giorni di visite: «Iniziative come questa sono assolutamente da ripetere e implementare. Questa volta, si è privilegiato un percorso che ha permesso di conoscere quei siti che svelano soprattutto la Terlizzi 400, 500 e 600esca, ovvero che mostrano la Città prima della sua espansione ‘extra-moenia’. Non va escluso di poter proseguire con attività di questo tipo, spostando, perché no, l’attenzione anche sul piano paesaggistico e ambientale del nostro territorio e, quindi, pensare a intere giornate a contatto con la natura alla riscoperta delle nostre origini contadine».

Da ultimo il Sindaco, Ninni Gemmato, ha sottolineato l’importanza della promozione di giornate come queste: «Se non si conosce da dove si viene, non può sapersi dove si sta andando. Spero che i tanti partecipanti alle due giornate di visite gratuite d’ora in poi guardino la Città con occhi diversi e che si facciano portavoce delle storie e della Storia che la nostra Città, se la ascoltiamo, può raccontarci».

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