Il Pd: «Buona fortuna a Di Tria. Quando eravamo maggioranza alcuni erano sempre presenti, ora meno»

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Il Partito Democratico ringrazia il consigliere dimissionario Berardi per l'«impegno di qualità profuso in questi anni», ribadendo che il suo gesto ha avuto ragioni esclusivamente personali, e augura buon lavoro al subentrante Barile
Alcuni giorni fa il consigliere e capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, Michele Berardi, si è dimesso adducendo ragioni personali, avvicendandosi in una sorta di staffetta con Franco Barile, attuale segretario del partito.
Con una nota, il Pd ringrazia Berardi per l’“impegno di qualità” profuso in questi anni alla guida del gruppo consiliare, ribadendo tuttavia che il gesto del consigliere dimissionario è dovuto a ragioni strettamente ed esclusivamente private, non certo derivanti da contrasti politici o estemporanee rotture con il partito. Lo dimostra il fatto che – è l’argomentazione del comunicato – l’ex sfidante di Gemmato alle comunali continua a far parte della «qualificata e numerosa famiglia del Pd, assicurando il proprio contributo anche in futuro».
Il Pd ritiene anche di non voler precisare oltre i contorni della vicenda – «per evitare inutili strumentalizzazioni da parte di nullafacenti», è la chiosa velenosa.
La questione è diversa e più frastagliata per quanto riguarda il “transfuga” Vincenzo Di Tria, che è effettivamente uscito dal partito perché in rotta con la sua linea, tanto da essere entrato a far parte già dal consiglio del primo luglio scorso del gruppo misto.
«Va precisato che è stata una sua scelta e va rispettata – tiene fermo il Pd, – ma dettata da motivazioni che, a nostro parere, non trovano alcuna giustificazione, poiché riteniamo che le battaglie, anche ideologiche, vadano affrontate all’interno del partito; diversamente qualsiasi atteggiamento assunto può essere frainteso dall’elettore. Comunque il Pd augura al consigliere Di Tria, eletto nella lista del Partito Democratico, buona fortuna, con l’augurio di vederlo al suo fianco per le battaglie future del centro-sinistra contro questa anomala destra terlizzese».
Anche in questo caso il Pd si toglie, tuttavia, alcuni “sassolini” dalla scarpa: «si spera che gufi e uccelli del malaugurio siano stati soddisfatti e per il futuro pensino prima alle loro travi e poi alle pagliuzze altrui».
Con un moto di orgoglio si fa presente ancora che – fuoriuscita di Di Tria a parte – non risulta nessun’altra perdita rilevante, «se non di qualcuno(a) la cui assenza non si nota perché da quando il partito è all’opposizione nessun contributo operativo e di idee è mai pervenuto, rispetto al periodo in cui il Pd era maggioranza e qualcuno(a) era sempre presente. Ora sono rimasti, nonostante il Pd è all’opposizione dell’amministrazione Gemmato, tutti coloro e sono moltissimi, che credono nei valori di libertà democrazia di cui il Pd è portatore. Essi sono convinti che le battaglie si vincono con i fatti, e dall’interno e non con gli abbandoni e i proclami, specialmente quando si diventa minoranza».
Il finale del comunicato è una sorta di autoinvestitura del Pd, «che aspira a diventare forza di governo del paese» e pertanto «deve guardare avanti e affrontare le sfide future con coraggio», consapevole di avere uomini e idee per realizzare un progetto compatto e a lungo termine «capace di mandare a casa Gemmato e la sgangherata maggioranza che lo sostiene».
In conclusione, la nota formula un augurio di buon lavoro al segretario Franco Barile, consigliere subentrante al posto di Michele Berardi, «con l’auspicio che possa ulteriormente contribuire alla risoluzione dei problemi della nostra comunità».
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