I commercianti: «Una parte del centro storico è in balia del degrado». Foto

© puliamo terlizzi
Le condizioni insalubri e fatiscenti di alcune porzioni della città vecchia – in specie tra via Romaniello e via Annunziata – hanno allarmato i commercianti della zona, che hanno chiesto aiuto a Puliamo Terlizzi
Alone – “solo”, in inglese – si legge una, due volte su uno degli scalcinati muri di Terlizzi vecchia. È la firma o il messaggio lasciato da un writer in uno dei viottoli di Terlizzi vecchia, nell’area compresa tra via Annunziata e via Romaniello.
Potrebbe però essere benissimo un richiamo, un grido espresso da questa porzione del centro storico, che in questi anni è stata davvero un po’ trascurata dalle amministrazioni che si sono succedute – forse perché non ha la fortuna di trovarsi in “supeficie” e risulta quasi nascosta, inaccessibile ai flussi ordinari del traffico quotidiano, anche pedonale.
In realtà i visitatori di Terlizzi, opportunamente consigliati, si inoltrano spesso e volentieri in questo dedalo di stradine, archi e piccole corti. Una delle tappe obbligate è il cosiddetto “Camino ai quattro venti”, che si trova in uno spiazzetto-crocevia di origine medievale a cui si può accedere esternamente soltanto da corso Garibaldi, attraverso un andito strettissimo, quasi una fessura, una di quelle “mulattiere” urbane che solcano talvolta i centri storici delle città meridionali.
Sono proprio le condizioni insalubri e fatiscenti di questo peculiare angolo della città vecchia ad aver allarmato alcuni commercianti della zona, che hanno deciso richiamare l’attenzione dell’associazione ambientalista Puliamo Terlizzi, particolarmente sensibile a questo genere di questioni. I visitatori, è l’allarme degli esercenti, «vengono a guardare il “Camino ai quattro venti” e poi scappano subito via inorriditi. Noi facciamo tutto il possibile per ripulire e disinfettare l’area, ma non basta e questa situazione non è più tollerabile».
Effettivamente, l’impressione che può lasciare un sopralluogo dell’area non è propriamente positiva: il degrado e lo squallore imperversano e l’ambiente non è sanificato, anzi è letteralmente infestato dai miasmi delle deiezioni. Il tanfo di urina impregna i muri, la terra battuta e il cemento che in alcuni punti sostituiscono il basolato mancante e i numerosi scarabocchi di writer neanche tanto dotati deturpano un “quartierino” che, per la sua singolarità, dovrebbe essere tutelato e valorizzato con molta più convinzione.
I commercianti, dicono i volontari ecologisti, «sono stanchi di richiamare l’attenzione degli amministratori e ci preannunciano che vorrebbero intervenire per riqualificare, anche assieme a Puliamo Terlizzi, quell’area, non prima però di aver segnalato alle autorità competenti la situazione igienica precaria ed il complessivo stato di abbandono di quel pezzo di centro storico».
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