Il programma della Festa del Ciuccio di San Gioacchino

La Redazione
il "ciuccio" di san gioacchino

La tradizionale sfilata del carro con il "ciuccio" partirà alle 19 e 30 da piazza Amendolagine. In Piazza Cavour si terranno le gare di destrezza, come la corsa con i sacchi, il tiro alla fune e l'albero della cuccagna

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Oggi si svolgerà la Festa del Ciuccio di San Gioacchino, sorta di “preludio” alla Festa Maggiore. La tradizionale sfilata del carro con il “ciuccio” partirà alle 19 e 30 da Piazzetta Amendolagine (nei pressi dell’istituto elementare “Pappagallo”), preceduta dall’esibizione della “Street band”. Dopo il giro per le vie della città, in piazza Cavour ci sarà l’inizio delle gare di destrezza. Oltre all’incendio dei cosiddetti “sorch e la gatt” e del “ciuccio di San Gioacchino”, si disputeranno gare d’abilità come la corsa con i sacchi, il tiro alla fune e soprattutto l’albero della cuccagna.Chi volesse parteciparvi dovrà telefonare allo 0803517657.

L’origine della Festa risale al XVIII secolo, quando il padre gesuita Francesco Paolo Confreda volle introdurre a Terlizzi il culto per il padre della Vergine, commissionando all’artista andriese Francesco Paolo Antolini un gruppo statuario raffigurante il santo che reca la Madonna al Tempio (tutt’ora collocato nella chiesa di Sant’Ignazio).

A questo punto avvenne l’episodio dal quale ha tratto poi origine la tradizione popolare. Giunto a Terlizzi da Andria su un calesse trainato da un asino, il gruppo statuario attraversò il paese dopo aver sostato presso uno stallone, entrambi messi a disposizione da un “proprietario” della città. Il quale, tuttavia, contrariato dalla venerazione popolare per il Santo, indispettito per il fatto che il suo primogenito avesse chiamato il figlio Gioacchino – contravvenendo alla regola non scritta di attribuire i nomi degli eredi per via patriarcale – e per giunta geloso in quanto componente della delegazione deputata alla Festa Maggiore, di nascosto sistemò dei petardi sotto la bardella del povero animale con lo scopo di “sabotare” i festeggiamenti.

Tuttavia, per fortuna non ci fu nessuna esplosione grazie all’intervento divino di San Gioacchino, come lo stesso Padre Confreda poté testimoniare.

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