Città Civile: «Il livello del servizio di raccolta dei rifiuti non giustifica il rincaro della Tari»

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Il movimento critica la giunta Gemmato, schierandosi a favore dei cittadini che si reputano insoddisfatti del servizio rifiuti a fronte del recente aumento della Tari
«La Tari nell’era Gemmato, con l’ultima delibera, ha raggiunto un incremento del 46% in soli due anni, dal 2013 al 2015. Chi pagava 200 euro nel 2013, per la Tari del 2015 pagherà quasi 300 euro! L’aumento è una vera e propria mazzata per le famiglie già provate dalla crisi ed al cospetto di un servizio di raccolta dei rifiuti che lascia molto a desiderare. I cassonetti sono sovente stracolmi, la spazzatura si riversa in strada, la città è sporca ed il percolato, maleodorante, si sparge per le strade».
Così si esprime, in una nota pubblicata su facebook, il movimento Città Civile in merito alla questione rifiuti, che da alcuni giorni è tornata di colpo d’attualità.
Nelle cassette della posta dei terlizzesi stanno del resto arrivando le cartelle per la riscossione della Tari (la tassa sui rifiuti), che quest’anno – a differenza dell’Imu e della Tasi – è aumentata sensibilmente, secondo quanto ratificato dall’ultimo consiglio comunale, il 30 luglio.
Non pochi cittadini hanno colto l’occasione per criticare apertamente – con tanto di fotosegnalazioni sui social network – il servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, che in molti casi non viene reputato all’altezza del recente rincaro delle tariffe. In molti punti della città, rilevano gli insoddisfatti, i bidoni della spazzatura risultano spesso ricolmi e, complice il caldo, fatalmente maleodoranti. Per di più, le tracce di percolato lasciate dagli automezzi dell’Asv (l’azienda che si occupa del servizio di smaltimento) lungo le strade servite causano miasmi sgradevoli da respirare, aggravando le condizioni igienico-sanitarie di alcuni quartieri.
Per la verità questo accade molto spesso di domenica – quando molti “furbi” infrangono bellamente il divieto di conferire immondizia e residui organici nelle isole ecologiche (salvo poi, magari, lagnarsi di presunti disservizi del sistema di raccolta). In alcuni casi, tuttavia, avviene anche durante la settimana.
Posti di fronte alle scadenze esattoriali, i contribuenti non possono far altro che pagare: tuttavia è legittimo, anzi sacrosanto, che essi rivendichino il proprio diritto a godere di una città pulita e sana. Tutto ciò specularmente all’assunzione delle proprie responsabilità e in proporzione al proprio livello di educazione civica, naturalmente: gli incivili non hanno infatti le carte in regola per lamentarsi.
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