Smaltimento amianto, Puliamo Terlizzi: «Il Comune può sforare il Patto di Stabilità di 180mila euro»

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Il finanziamento sarebbe previsto da un documento pubblicato sul sito della Ragioneria dello Stato. «La somma non ci risulta però inserita nel Piano di Programmazione Triennale delle Opere del Comune di Terlizzi», dice l'associazione
ll Comune di Terlizzi avrebbe la possibilità tecnica di “sforare” il Patto di Stabilità interno per l’anno 2015 per una somma pari a 180 mila euro, da utilizzare nello specifico per “Interventi di messa in sicurezza del territorio connessi alla bonifica dei siti contaminati dall’amianto”.
Lo annuncia l’associazione Puliamo Terlizzi, che ha fatto propria la segnalazione di un cittadino. Il riscontro documentale di questa possibilità è consultabile sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze – area Ragioneria Generale dello Stato – alla voce “Patto di stabilità interno Comuni – Ripartizione degli spazi finanziari ai sensi dell’articolo 1 del decreto legge n. 78 del 2015“.
«La somma non ci risulta però inserita nel Piano di Programmazione Triennale delle Opere Pubbliche del Comune di Terlizzi», dicono i portavoce dell’associazione ambientalista, che adesso chiede che il piano in questione venga aggiornato con questo stanziamento.
«Inoltre, dato che per quest’anno sono stati stanziati ed a breve ci si augura che verranno finalmente spesi circa 250mila euro (fondi regionali, provinciali e comunali) per la bonifica di numerosi siti su suolo comunale, l’Associazione Puliamo Terlizzi propone di destinare parte della nuova cifra (180mila euro) a quei privati che devono smaltire a norma di legge i manufatti in cemento-amianto (Mca) in loro possesso, adottando un meccanismo di incentivi e premialità per chi si auto-denuncia, come previsto dal Prap».
Il 6 maggio 2015 la Giunta Regionale ha infatti approvato il “Piano regionale amianto Puglia”, che prevede procedure semplificate per lo smaltimento di piccole quantità di oggetti in amianto, nonché la possibilità per la aziende municipalizzate (o in questo caso in ambito Aro) di ottenere licenze e organizzare un servizio di raccolta particolare, con tutte le prescrizioni sulla sicurezza.
«Crediamo allora – conclude Puliamo Terlizzi – che non ci siano più scusanti per non imprimere un determinante giro di vite, sia sul piano delle bonifiche (pubbliche e private) che su quello dei controlli e dell’incentivazione al corretto smaltimento di questo rifiuto pericoloso per la salute dei cittadini».
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