Lavoro nero, controlli a tappeto dei Carabinieri nel barese

La Redazione
Caporalato e lavoro nero a Triggiano

Sotto la lente d'ingrandimento anche il fenomeno degli stagionali e la corretta applicazione della normativa sulla tutela della salute dei lavoratori e della sicurezza sui luoghi di lavoro

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Continua l’attività dei Carabinieri a contrasto del lavoro nero. Un’azione massiccia, realizzata in collaborazione con la Direzione territoriale del lavoro e Inps, Inail, Spesal e Asl.

Edilizia, agricoltura, tessile e turismo i settori su cui si sono concentrati le verifiche. Il fenomeno del lavoro sommerso – analizza l’Arma – è cresciuto con la crisi economica, anche attraverso l’utilizzo di clandestini ed extracomunitari.

I controlli sono mirati a individuare abitazioni nei centri urbani trasformate in opifici ed eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata. Sotto la lente d’ingrandimento anche il fenomeno degli stagionali e la corretta applicazione della normativa sulla tutela della salute dei lavoratori e della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Centinaia i carabinieri impiegati assieme agli ispettori del lavoro e al personale delle altre agenzie. Nell’anno in corso, nelle province di Bari e Bat, il bilancio parla di 60 controlli (tra cui 43 aziende agricole, 14 esercizi pubblici, 2 dei quali nel settore turistico e 5 attività commerciali). In 44 attività sono stati scoperti 166 lavoratori irregolari. Sette persone sono state denunciate e sono state notificate 44 contestazioni amministrative e sanzioni per 688mila euro.

L’ispezione più recente risale a mercoledì, ad Andria, in aziende agricole dedite alla raccolta e lavorazione di ortofrutta: 24 lavoratori sui 67 identificati, appartenenti a tre aziende, sono risultati irregolari. Per due ditte è stato adottato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale e i titolari denunciati per aver violato la normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Le aziende sono state sanzionate con circa 90mila euro di multa.

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