Grande successo per la Cena in Bianco terlizzese, oltre 500 i partecipanti. Foto

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L'organizzatrice Katia Berardi: «Un successo indice del fatto che si sta diffondendo sempre più la cultura del bello e del buon gusto. Ora speriamo di poter garantire continuità all’evento»
Oltre 550 persone, seguendo l’imperativo del total-white, hanno affollatto piazza don Tonino Bello per prendere parte alla seconda, fortunata edizione terlizzese della “Cena in bianco”.
Tovaglie bianche, abiti bianchi, palloncini bianchi. Il “long-mob” è un format ormai collaudato, che si svolge città di tutto il mondo con l’obiettivo di riappropriarsi degli spazi urbani, valorizzandone gli scorci più affascinanti e, spesso, rivalutandone quelli a rischio degrado. Soddisfazione da parte dell’assessore alla cultura Marina Cagnetta, che commenta favorevolmente l’ottima risposta di pubblico:
«Si tratta di uno dei “long-mob” più famosi d’Europa al quale sono contenta Terlizzi si sia allineata e si sia fatta contagiare per il secondo anno consecutivo. A tutti i partecipanti va il nostro ringraziamento: ho visto tantissima gente venire da fuori e questo è un bene visto che il senso dell’iniziativa era certamente anche quello di far conoscere la nostra città. Un ringraziamento va anche all’organizzatrice e a tutti quelli che hanno collaborato per una iniziativa che, lo ricordo, è senza scopo di lucro e si poneva come fine quello di far trascorrere una serata all’insegna del buon gusto e dell’eleganza, ma perché no, anche di farci aprire gli occhi su quanto sia semplice riscoprire il senso di “collettività”».
A conclusione della serata Katia Berardi, ideatrice dell’evento terlizzese, ha ringraziato «la sensibilità dimostrata dall’Amministrazione comunale, nelle persone del sindaco, Ninni Gemmato, e dell’Assessore Cagnetta che hanno creduto e supportato l’iniziativa, un sentito grazie. Si tratta di un evento auto-organizzato che ha bisogno davvero di tante braccia e risorse, nonostante l’impostazione della manifestazione, quella del ritrovo quasi spontaneo, possa sembrare assai semplice», ha proseguito la “maestra di cerimonie”. «Ma grazie anche alle persone senza le quali l’evento non sarebbe riuscito: Antonio Chiapperini, Alessandro Bufi, il dj Corrado Lezza, che proviene dall’esperienza delle edizioni scorse delle cene in bianco di Bari e dall’ultima di Corato e, senza dettagliare i nomi, tutti gli sponsor che hanno contribuito».
Per quanto riguarda la partecipazione, si è registrato un incremento di circa il 40% rispetto alla prima edizione di Sovereto: «Siamo entusiasti. Questo è indice del fatto che si sta diffondendo, sempre più, la cultura del bello e del buon gusto, ma probabilmente è un risultato dovuto anche a specifiche scelte che abbiamo fatto: nel rispetto del format, abbiamo, quest’anno, individuato per lo svolgimento dell’evento il cuore del paese. Una scelta adoperata proprio per coinvolgere cittadini, attività commerciali e chiunque avesse a cuore il dinamismo e il virtuosismo che può generare un flashmob di tale entità numerica. Che dire? È stato un successo. Ora speriamo di poter garantire continuità all’evento».
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