Multa ad anziano di Palombaio, la replica del Comandante dei Vigili Lorusso

La Redazione
polizia municipale

Il Comandante della Polizia Municipale risponde alle accuse mossegli per lettera dall'uomo, multato assieme alla moglie per aver parcheggiato l'auto a due ruote su un marciapiede in via Sarcone

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Due giorni fa TerlizziLive ha ricevuto e pubblicato la lettera di protesta di un anziano signore di Palombaio, che, assieme alla moglie, il primo settembre scorso era stato multato dai vigili urbani – alla presenza del Comandante dei Vigili – per aver parcheggiato a due ruote su un marciapiede in via Sarcone.

La testata ha contestualmente inteso ascoltare la versione dei fatti della Polizia Municipale, in particolare nella persona del signor Lorusso – direttamente accusato dall’ottantenne, – di cui proponiamo oggi la replica. 

In merito all’articolo dal titolo «Vigili urbani sceriffi, si accaniscono con un ottantenne dolorante in cerca di una farmacia» riportato dalla Vostra testata giornalistica e riportante un episodio accaduto lo scorso 1 settembre, ci troviamo costretti, per tutelare il nome dell’intero Comando di Polizia Municipale di Terlizzi, a precisare una serie di inesattezze che sono state riportate.

Anzitutto, è opportuno, se non necessario, evidenziare che sì, nel caso di specie, l’episodio che ha portato, infine, all’irrogazione di una sanzione amministrativa, si è svolto con un ottantenne il quale, tuttavia, si trovava nella normale condizione di deambulazione, non evidenziando, peraltro, alcuna sofferenza fisica. Diversamente, tengo a precisare, avremmo avuto l’obbligo di intervenire in suo soccorso.

Acclarato questo dato ed essendo del tutto irrilevante l’età anagrafica del soggetto, a fronte della sua normale condizione psico-fisica, si illustra che non solo il veicolo a lui appartenente era posteggiato con le due ruote sinistre sul marciapiede prospiciente i civici 39 e 41 della via Sarcone – intersezione della via Bottazzi (palesandosi, già di per sè, la violazione del Codice della Strada), ma che si creava, in tal modo grave intralcio al transito pedonale. Dimostrazione di ciò, la difficoltà oggettiva di un cittadino che passeggiava nella zona in compagnia del suo cane, il quale, anzi, per primo ha lamentato l’inconveniente e apprezzato il successivo nostro intervento. Un intervento che, tengo a sottolineare, si è palesato nel primo momento come invito bonario a spostare il veicolo in divieto e, in generale, a ripristinare la sicurezza e la legalità- che è quello che siamo chiamati a garantire – oltre che a scongiurare anche eventuali danni patrimoniali derivanti dal carico del veicolo sul marciapiede, non certamente progettato per tale utilizzo.

Non abbiamo irrogato immediatamente la sanzione ma, anzi, effettuato un secondo passaggio e constatato l’indifferenza con la quale il nostro sollecito a spostare il veicolo era stato accolto. Pertanto, come da prassi, si è proceduto al controllo documentale, all’accertamento della violazione ed alla contestazione della stessa da parte dell’agente in servizio, tutto documentato da verbale.

Sempre da verbale, si può verificare, ancora, che l’anziano proprietario del veicolo recava con sé una busta di plastica contenente prodotti agricoli – e non farmaci, anche perché in quella zona, peraltro, non sono presenti farmacie (come da constatazione personale dell’agente verbalizzante).

Ci sembra superfluo dover spiegare i motivi che hanno condotto alla irrogazione di una multa (che, come da previsione normativa, sarebbe potuta essere contestata, laddove il titolare abbia ritenuti non validi i motivi che la supportavano), e poco elegante scendere nei particolari di una vicenda personale. Il corpo di Polizia Municipale è quello che i cittadini sentono fisiologicamente più vicino, il che non può che far piacere, ma anche quello che, purtroppo, è spesso più “vessato” per l’intempestività negli interventi dinanzi alle situazioni anomale che vengono segnalate. Mai avremmo pensato, invece di dover rendere spiegazioni dinanzi, dunque, non a un mancato intervento, ma, al contrario, a un normalissimo intervento dinanzi a una situazione di oggettiva violazione del Codice e che si è svolto secondo il normale iter. Viene da pensare che, se non fossimo intervenuti, probabilmente, saremmo stati comunque chiamati a rispondere del motivo che ci aveva indotti a “chiudere un occhio”. Oggi, invece, vogliamo solo ribadire che non rientra nella logica della Polizia Municipale “castigare” il cittadino/utente, mentre rientra nel dovere impostoci dalla divisa quello di ripristinare le situazione anomale di violazione delle norme.

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