Levata di scudi dell’Associazione Professionale Polizia Locale: «Denunceremo i calunniatori del web»

La Redazione
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Il vicepresidente Nino Barione annuncia esposti e querele nei confronti di chi pubblica sui social network post offensivi e diffamatori sull'operato dei vigili. Michele Grassi: «Ci ripensi»

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Levata di scudi dell’Associazione Professionale Polizia Locale d’Italia, che attraverso un comunicato firmato dal vicepresidente nazionale, il terlizzese Nino Barione, prende posizione contro quei cittadini che, soprattutto sui social network – talora in maniera superficiale e “populistica”, talora attraverso profili falsi e a scopi squisitamente politici, – si lasciano andare a critiche gratuite e pretestuose circa l’operato dei vigili urbani, usando “espressioni offensive, calunniose e diffamatorie”.

«Giorno dopo giorno sono sempre più frequenti le segnalazioni che rivedo dai colleghi in servizio nella mia regione, dal comando di polizia locale più piccolo a quello più grande, circa espressioni offensive, calunniose e diffamatorie dei cosiddetti cittadini “esperti, attenti e infallibili investigatori” che sui social network pronunciano “condanne di cassazione” sull’operato di noi operatori di polizia locale», esordisce la nota.

«Constatata l’indifferenza della stragrande maggioranza delle amministrazioni comunali dalle quali dipendiamo, e pur riconoscendo a tutti il sacrosanto diritto di denunciare nelle sedi competenti il mancato rispetto delle leggi da parte degli operatori di polizia (chissà perché solo di quella locale), difendere la dignità professionale dei colleghi tutti, tutelare anche la serenità famigliare che spesso viene minata sempre dagli “affettuosi” commenti postati soprattutto su facebook, è un dovere da parte di questa presidenza regionale porre in essere azioni a tutela della categoria», continua il comunicato della Polizia Locale, la cui risoluzione è netta e non lascia spazio a equivoci: «È stato dato mandato pieno ai legali della suindicata Associazione Polizia Locale d’Italia, di denunciare alle Procure competenti per territorio i post sui social network che saranno segnalati dai colleghi e che saranno ritenuti meritevoli di esposti-querela ivi comprese le segnalazioni alla Polizia Postale per i cosiddetti profili falsi. L’eventuale risarcimento in sede civile sarà devoluto in beneficenza, come già avvenuto in passato».

Tra i primi a rilasciare dichiarazioni in merito all’annuncio c’è il presidente del consiglio comunale, Michele Grassi, il quale dice di comprendere bene che «le organizzazioni sindacali devono tutelare gli iscritti, però – qui Grassi si rivolge direttamente al maresciallo Barione, vicepresidente dell’Anvu, l’associazione professionale dei vigili – le chiedo di valutare approfonditamente l’ipotesi annunciata di denunciare offese e malversazioni. Tenga presente che per il mio ruolo pubblico, nonostante talvolta – per la verità sempre da parte delle stesse persone – sia stato oggetto di offese, calunnie, etc. mai ho proceduto nei confronti di alcuno, pur sapendo di aver ragione e pur sapendo che qualsiasi giudice mi avrebbe dato ragione».

Facebook, secondo il presidente, è ormai lo strumento più utilizzato dai cittadini per «dichiarare le contrarietà, i dissensi, le negatività anche in maniera anomala ed illegittima», ferma restando la necessità «di bacchettare in via giurisdizionale, di aiutare la cittadinanza e quindi l’utente di fb ad accertarsi, a delegittimare meno, a mostrare più senso civico, a mostrare la faccia più facilmente, in uno ad assumersi più responsabilità».

«Che dirle – conclude Grassi – : veda lei e la sua organizzazione sindacale cosa fare e se questa è la priorità assoluta».

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