Un terlizzese “corrispondente” londinese delle guide turistiche Marco Polo

La Redazione
francesco davanti al parlamento inglese

Francesco si è trasferito quasi dieci anni fa nella capitale britannica. Oggi abita nel quartiere di Walthamstow e lavora come responsabile dell’assistenza clienti e vendita biglietti della metropolitana

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È noto che Londra sia ormai la tredicesima città italiana per popolosità, tanto è piena di giovani e meno giovani che dal Belpaese vi si trasferiscono in cerca di lavoro e prospettive, o semplicemente per fare esperienza in una delle capitali più importanti del pianeta.

Questa è stata la scelta di Francesco, un ragazzo terlizzese che vi si è trasferito quasi dieci anni fa, prima della crisi finanziaria che ha sconvolto l’economia occidentale, nel 2008. Oggi abita nel quartiere londinese di Walthamstow e lavora come responsabile dell’assistenza clienti e della vendita biglietti in una stazione della metropolitana.

Francesco è ormai un londinese a tutti gli effetti, tanto da essere diventato un vero e proprio punto di riferimento per gli italiani che in massa raggiungono la capitale del Regno Unito per un soggiorno di breve, medio o lungo periodo: ha infatti avuto il privilegio di diventare corrispondente delle guide turistiche “Marco Polo”, sorta di “bibbia” del turismo internazionale in lingua italiana, i cui redattori gli hanno posto alcune domande su come vivere un’esperienza autentica e appagante a Londra, al di là degli stereotipi e dei luoghi comuni.

Il primo posto dove porti chi ti viene a trovare a Londra?

“Dipende dal motivo principale della visita! Se è il turismo, prima di tutto li dissuado dal visitare Piccadilly Circus (una rotatoria sopravvalutata!) e li porto a passeggiare lungo il Tamigi sul Southbank. Iniziando da Tower Bridge (fermata metropolitana Tower Hill) è possibile vedere (e fotografare) nel giro di poche ore attrazioni come Millennium Bridge, London Eye, Tate Modern, Big Ben, Westminster. Se invece è lo shopping, il grande mercato di Camden Town (fermata metropolitana Camden Town, aperto fino alle 18 circa), un enorme bazar di bancarelle dove è possibile acquistare di tutto, da vestiti vintage a oggetti decorativi fatti a mano, oppure il gigantesco centro commerciale di Westfield (fermata Stratford, aperto fino alle 21 circa) con decine di negozi di marca di ogni genere.

Una volta a Westminster, traghetto da Westminster Pier fino a Greenwich Pier (circa 40 minuti di navigazione sul Tamigi, lontano dalla folla e dal trambusto di autobus e metropolitana e un punto di vista invidiabile) e lì, se le gambe dei visitatori reggono ancora, si visita il bellissimo distretto di Greenwich, con l’Osservatorio Reale, il Meridiano Zero, il parco, il Greenwich Market… Altrimenti si salta sull’Emirates Air Line, una funivia che attraversa il Tamigi con vista panoramica sui grattacieli di Canary Wharf e i nuovi quartieri di East Village”.

Il locale caratteristico dove mangiare tipico (e cosa si mangia!)?

“I locali “Pie and Mash” sono un’istituzione che va scomparendo, l’equivalente inglese delle osterie. Di solito l’arredamento è in stile povero e in molti casi è ancora quello originale di molti decenni fa, e si mangia il Pie, Mash and Liquor, un piatto tradizionale di cucina povera che consiste in un pasticcio di carne avvolto in una sfoglia con purè di patate preparato a mano e una salsa verde a base di prezzemolo, per i più coraggiosi il menu completo include anguille in gelatina!”.

L’attività preferita dagli abitanti di Londra?

“Tutti al pub… e ognuno paga un giro! I londinesi non hanno il culto della “passeggiata in centro” come gli italiani, quasi nessuno passeggia per il gusto di farlo (i londinesi trottano a passo spedito ovunque vadano). Piuttosto l’attività preferita del londinese tipico (a parte lamentarsi e parlare del tempo) è sorseggiare pinte di lager in un pub, spesso mentre si guarda una partita di calcio in tv”.

Il consiglio low budget?

“Gli alcolici nei locali a Londra sono estremamente costosi, di solito una pinta di birra in un pub “indipendente” costa più di 5 euro, per cui se decidete di passare una serata in un pub, sceglietene uno della catena J. D. Wetherspoon (ce ne sono a decine in giro per Londra) dove la birra costa quasi la metà rispetto ai pub “indipendenti”. Se invece decidete di mangiare al ristorante, alcuni noti come “Bring Your Own Bottle” danno la possibilità a chi mangia di portare la propria bottiglia di vino o di bevanda a scelta, anche in questo caso permettendo un risparmio notevole. Il mio preferito è Antepliler in Green Lanes (fermata metropolitana Harringay Green Lanes), un ristorante turco dove si mangia benissimo!”.

Dove passare una serata alternativa?

“Per una serata alternativa consiglio di stare alla larga dalla Zona 1 (piena di trappole per turisti!) e visitare il cuore della movida londinese ovvero i quartieri di Dalston, Shoreditch o soprattutto Brick Lane, laddove c’è l’imbarazzo della scelta con bar, locali alternativi, musica rock dal vivo, dance hall reggae, scantinati con musica elettronica… Insomma, ce n’è per tutti i gusti!.”

La “perla” poco nota?

“Il Monument (fermata metropolitana Monument/Bank, aperto dalle 9.30 alle 17.30), una torre dorica alta 61 metri costruita per commemorare il grande incendio che distrusse parzialmente Londra nel 1666. Al prezzo di 4 sterline i visitatori possono salire i 311 gradini della scala a chiocciola interna fino in cima e godere di un fantastico panorama. Una volta tornati a terra si riceve un certificato che attesta l’avvenuta scalata”.

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