Il Fronte dei Ribelli: «La zona a traffico limitato servirà al Comune solo a far cassa»

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Duro comunicato del centro sociale autogestito, secondo cui l’idea di limitare il traffico in centro è indubbiamente positiva, ma «la sua progettazione è stata fatta in maniera superficiale»
Duro comunicato del centro sociale autogestito Il Fronte dei Ribelli in merito alla zona a traffico limitato ufficialmente istituita il 12 ottobre scorso, che viene definita «un vero e proprio sfregio nei confronti dei cittadini».
Sebbene l’idea di limitare il traffico in centro sia indubbiamente positiva, «la sua progettazione è stata fatta in maniera superficiale», prosegue la nota. Ad esempio, «il pannello luminoso posizionato su corso Vittorio Emanuele già risulta parzialmente non funzionante, con la scritta “varco attivo” non visibile. Inoltre nella ZTL non sono stati previsti i parcheggi riservati per i residenti e la sperimentazione non è tale, poiché effettuata durante i lavori di costituzione della stessa».
Secondo il centro sociale, l’incontro con la cittadinanza svoltosi l’11 ottobre scorso per introdurre la novità avrebbe dovuto essere convocato ben prima: «in una città democratica ci sarebbero prima stati degli incontri con i residenti e i commercianti, una seria valutazione delle necessità e dei bisogni, ed invece un giorno montano i cordoli gialli, il giorno successivo creano uno spazio in cui è vietata la sosta in corso Vittorio Emanuele, dopo numerosi giorni arrivano i pannelli dei varchi e 7 giorni prima della fine della presunta sperimentazione incontrano i cittadini in rivolta».
A detta del portavoce del centro, Tommaso Memola, l’incontro è stato in realtà un momento di forte contestazione nei confronti dell’amministrazione comunale: «il sindaco ha anche dichiarato che sette giorni dopo la data dell’incontro partiranno le multe e che l’amministrazione sta avvisando i cittadini delle questione proprio per non avere contestazioni successive. In realtà non è mai stata fatta una vera sperimentazione e i residenti del centro storico nella fascia oraria in cui i varchi della ztl saranno attivi, non potranno parcheggiare le auto vicino alle loro abitazioni. La vera verità di tutta questa vicenda è che la ztl serve a fare cassa, in un periodo in cui il comune di Terlizzi è in forte difficoltà economica».
La motivazione alla base di questa necessità non sarebbe il rispetto del patto di stabilità, ma – tuona infine il Fronte dei Ribelli – «lo scandalo Censum, per cui al comune mancherebbero quasi 2 milioni di euro».
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