Giovani ambasciatori della Puglia nel mondo: l’esperienza in Romania del terlizzese Del Vecchio

© terlizzilive
Dal 16 al 25 ottobre Giuseppe – 26 anni – ha partecipato assieme a un altro terlizzese, Tommaso Memola, a uno progetto di scambio giovanile in Romania, riguardante i prodotti agroalimentari locali e le logiche commerciali ad essi legate
Giuseppe Del Vecchio è un giovane terlizzese di ventisei anni, laureatosi in Economia e Commercio Internazionale all’Università Politecnica delle Marche. Subito dopo la laurea, in virtù della sua forte passione per i viaggi e per gli scambi internazionali, ha svolto alcuni tirocini all’estero, in particolare in Bosnia-Erzegovina, Cina e India.
Attualmente è Ambasciatore della Regione Puglia per conto della Fedra, la Federazione Europea degli “attori” regionali in Europa, un organismo che – facendo capo all’Unione Europea – opera attraverso operatori installati sul territorio, in enti locali o università, piccole o medie imprese, per creare una rete “glocal” – locale e globale – con le realtà analoghe esistenti in altre regioni e paesi del mondo.
Queta finalità viene perseguita anche grazie anche all’intermediazione di giovani volontari – gli Yra, Young Regional Ambassadors – in grado di aiutare questi “attori” a conoscere e sfruttare al meglio i progetti varati dall’Ue in diversi ambiti dell’economia sostenibile: commercio elettronico, energia rinnovabile, sanità e benessere, trasporti e mobilità, turismo e tempo libero, alimentazione e agricoltura. Ogni giovane rappresentante si occupa di un particolare eco-sistema. Giuseppe si occupa di Food & Agriculture. Recentemente, dal 16 al 25 ottobre, ha partecipato a uno progetto di scambio giovanile in Romania, riguardante i prodotti locali e le logiche commerciali a essi collegate.
Giuseppe, perché hai deciso di partecipare a questo scambio giovanile?
Avevo trovato questo scambio su scambieuropei.info e mi è sembrato subito interessante per i temi trattati. Tuttavia, ero titubante sull’inviare la mia candidatura, sia perché avevo già parecchia esperienza all’estero sia perché mi ero ripromesso di cercare subito un’occupazione al mio rientro da uno stage in India che ho da poco completato. Dopo un confronto con un mio caro amico, Tommaso Memola, anche lui interessato al tema agroalimentare, abbiamo deciso di inviare insieme la candidatura perché era un’occasione per mettersi in gioco. La selezione è stata effettuata tramite la valutazione di un modulo compilato online e un colloquio Skype. Entrambe le nostre candidature sono state accettate.
Illustraci il progetto.
Il progetto puntava ad analizzare il punto di vista di diversi “attori” del mercato agroalimentare: consumatori, distributori e contadini. La principale attività è stata la creazione di 6 video riguardanti 6 prodotti locali: verdura, cavoli, latte e formaggi, erbe e tisane, succo d’uva e artigianato del legno. I video sono stati proiettati in due “location”, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema. Altre attività svolte durante lo scambio sono state il world coffee, una metodologia di lavoro in cui piccoli gruppi, a rotazione, dovevano trovare delle soluzioni a un problema in un tempo limitato, e una ricerca di mercato volta a scoprire da vicino alcune problematiche. Il progetto includeva anche attività multiculturali con lo scopo di coinvolgere tutti i partecipanti, eliminare gli stereotipi e accettare la diversità culturale.
Puoi fare un esempio di attività multiculturale?
I partecipanti provenivano da Bulgaria, Italia, Olanda, Spagna, Romania e Ungheria. Le attività miravano principalmente a costruire lo spirito di gruppo e conoscere meglio i paesi coinvolti. La prima sera è stata organizzata la cena multiculturale in cui ogni paese ha permesso la degustazione di alcuni prodotti tipici. Io e Tommaso abbiamo colto l’occasione per pubblicizzare alcuni prodotti della Cooperativa Agricoltura Progresso; il tavolo italiano era bandito con fette di pane con olio di oliva, carciofi sott’olio, olive, marmellata di fiorone, parmigiano, pesto e vino rosso. Successivamente è stata organizzata una serata per ogni Nazione volta a presentare le tradizioni, la geografia, il folklore e i prodotti alimentari più famosi.
Un bilancio dell’esperienza.
Come già detto, non ero del tutto convinto da questo scambio ma a conti fatti è stata un’esperienza sicuramente positiva. Ho esteso ulteriormente il mio network e l’aver discusso con persone con un diverso background ha ampliato la mia visione globale sui temi trattati nel progetto. Oltretutto ho migliorato ulteriormente le mie “soft skills”. Raccomanderei a tutti di fare un’esperienza del genere perché permette di svincolarsi dalle certezze quotidiane e di ampliare la propria visione del mondo.
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