Vitagliano: «Amministrazione schizofrenica e contraddittoria, scarica responsabilità su Consiglio»

La Redazione
Pasquale Vitagliano

Per l'esponente di Città Civile «una battaglia politica giusta, la tutela del Borgo di Sovereto», è stata condotta dall'amministrazione «su un piano giuridico sbagliato» e senza capacità di pianificazione

0 commenta

L’esponente di Città Civile Pasquale Vitagliano interviene sulla vicenda dell’avviso di garanzia notificato mercoledì mattina alla maggioranza del consiglio comunale, sotto indagine per “abuso di ufficio” in merito alla questione “Variante Borgo di Sovereto”.

Per l’ex candidato sindaco, la gestione dell’intera vicenda da parte della giunta è stata e continua a essere discutibile. In linea generale, «la distinzione voluta per legge tra indirizzo politico e gestione amministrativa è stata sistematicamente confusa, con dirigenti che hanno svolto funzioni di indirizzo politico e responsabilità di gestione amministrativa che sono state scaricate sul consiglio, con le conseguenze che sono sotto i nostri occhi». 

Da questa confusione, secondo Vitagliano, è fatalmente conseguito che «una battaglia politica giusta, la tutela del Borgo di Sovereto con la sua parificazione a centro storico» sia stata «condotta su un piano giuridico sbagliato». L’amministrazione, infatti, «si è accorta che a Sovereto si poteva “demolire” solo quando c’è stata un’autorizzazione in tal senso formalmente del tutto legittima. Senza pianificazione si fanno questi danni e ancora una volta la confusione tra il livello della politica e quello del diritto fa grossi danni».

In questo caso «c’è cascato un avviso di garanzia e questa è una novità da non ignorare. Fatta questa premessa – continua l’esponente del Movimento Civico – va osservato tecnicamente che il provvedimento votato era il tentativo di scaricare sul consiglio comunale una responsabilità tutta amministrativo-gestionale. La variante urbanistica è un provvedimento generale erga omnes. Sul Borgo di Sovereto andava votata. Le osservazioni di cui al consiglio attengono a istanze di parte ed hanno una valenza amministrativo gestionale. Collegare la variante alle istanze è un boomerang inconscio». 

Città Civile non ha dunque partecipato al voto di oggi pomeriggio in consiglio «perché andava evidenziata la schizofrenia di questa Amministrazione: i dirigenti non agiscono “motu proprio”, ma esprimono, assumendosene la responsabilità amministrativa, la volontà politica del Sindaco e della Giunta. E’ tecnicamente una follia giuridico-amministrativa che in consiglio arrivi un provvedimento di amministrazione che l’Amministrazione non vota, anzi rigetta. Col voto la maggioranza andava lasciata sola perché si fotografasse storicamente la contraddittorietà della propria posizione».

Il riferimento è all’uscita dall’aula del consigliere di Città Civile, Michele Cagnetta, durante la votazione sull’esame delle osservazioni a proposito della Variante; la scelta è stata criticata dal sindaco, che ha stigmatizzato quei consiglieri che difenderebbero il borgo di Sovereto soltanto a parole. In serata il coordinatore del movimento, Vito D’Amato, ha espresso «solidarietà al consigliere Cagnetta per il suo lavoro ingrato».

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!