Vitagliano: «Terlizzi non è razzista, struttura Pacecco non è adatta per l’accoglienza ai migranti»

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«Casa "de Napoli" mi sembra ugualmente inadeguata», aggiunge l'esponente di Città Civile, che attacca la giunta Gemmato: «Questione migranti nota almeno dal 2005. Possibile che si agisca sempre in regime di emergenza?»
“Credo che al netto di una minoranza poco rilevante, non vi sia razzismo nella nostra città. Tra i terlizzesi, in questo caso tra i genitori, è la paura a prevalare su altri sentimenti”.
Per l’esponente di Città Civile Pasquale Vitagliano la protesta dei genitori dei bambini che frequentano la scuola d’infanzia vicina alla struttura di viale Pacecco, che l’amministrazione ha adibito ad alloggio per i migranti, non è ascrivibile a un atteggiamento xenofobo o razzista.
Il problema è, semmai, di natura logistica e, in ultima analisi, politica: “Condivido a pieno l’opinione di chi ha manifestato l’inadeguatezza della struttura della Scuola Pacecco e l’inopportunità della coabitazione di aule si scuola elementare con ambienti per l’ospitalità dei migranti. La soluzione di ritornare alla struttura dell’ex asilo De Napoli, mi sembra ugualmente inadeguata. Ci sono altre soluzioni d’emergenza e vanno trovate da chi ha l’onere (non solo l’onore) del governo cittadino”.
La parola chiave, secondo Vitagliano, è appunto “emergenza”: “Può definirsi tale un problema che si ripresenta uguale a se stesso e sempre nello stesso periodo, almeno dal 2005? Allora fu decisivo l’intervento della Caritas, della Casa di Preghiera, dei Cappuccini. L’emergenza in questo caso è solo frutto dell’assenza di una qualsiasi programmazione. In altre realtà, è stato sufficiente, con costi limitati, realizzare una tensostruttura. Ad esempio, a Molfetta hanno risolto così. D’altra parte, una problematica sociale come questa non può essere frutto di un improvvisato pietismo amministrativo, va affrontata con un’efficace azione sinergica tra amministrazione, associazioni di volontariato, parrocchie, confraternite, comitati patronali e privato. Chiaramente non basta una riunione all’ultimo momento tanto per mettersi l’anima in pace“.
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