Regolamento contabilità, la replica di Grassi: «Mia mancata partecipazione al voto è regolamentare»

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Pur restando in aula, il presidente del consiglio comunale non ha partecipato alla votazione sul provvedimento, suscitando le ire della maggioranza. Ma lui: «Polemiche strumentali, anche da parte di consiglieri veterani»
Dopo diciott’anni dalla precedente approvazione, risalente al 1997, l’altro giorno il Consiglio comunale ha votato e adottato il nuovo regolamento di contabilità, ovvero il documento che disciplina l’ordinamento finanziario e contabile dell’Ente.
“Un atto assolutamente dovuto al fine di adeguare le disposizioni regolamentari vigenti alle modalità contabili previste dal nuovo ordinamento che permettono, oggi, uno snellimento delle procedure e, in sostanza, un netto miglioramento in termini di efficacia ed efficienza della macchina amministrativa”, ha commentato l’Assessore alle Finanze, Vincenzo Vendola.
Sul punto, ci sono state polemiche per il mancato voto del Presidente del Consiglio Comunale, Michele Grassi, che, pur rimanendo in Aula, ha dichiarato di non voler prendere parte alla votazione. Il sindaco Gemmato ha parlato in proposito di “comportamento ambiguo e inspiegabile, specie se posto in essere da un rappresentante del popolo che dovrebbe onorare l’incarico che ricopre e se contestualizzato con il provvedimento all’attenzione del Consiglio, importantissimo per l’azione amministrativa”.
Ma Grassi non ci sta e replica a stretto giro di posta alle accuse di aver avuto nella fattispecie un comportamento irrituale, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa anche con la stampa e con le “veline di regime”: “Mi piacerebbe che non si copiassero esclusivamente le “veline” di regime (senza un minimo di approfondimento) e pure a pagamento con fondi comunali. Purtroppo, funziona così!“.
Per quanto riguarda la mancata partecipazione al voto, la “querelle” che ne è scaturita è per Grassi affatto strumentale. La procedura è, dice il presidente del consiglio, del tutto “regolamentare, peraltro attuata – nel recente passato – decine di volte sia per il Presidente e sia per diversi Consiglieri. Ieri pomeriggio [avant’ieri, n.d.r.] , del tutto strumentalmente, la procedura, peraltro già “certa”, è stata sollevata, creando una querelle istituzionale/amministrativa, da alcuni Consiglieri Comunali (e mi fermo qui) con almeno 20 anni di esperienza nella massima assise cittadina e che – tra l’altro – hanno anche ricoperto funzioni apicali Comunali“.
Secondo il presidente del consiglio comunale, la cronaca sul consiglio “non riporta – per esempio – che il Segretario Generale del Comune ha immediatamente espresso il “parere giuridico/amministrativo” (dando evidentemente ragione al Presidente del Consiglio, per l’interpretazione corretta) e, poi, anche a fronte di mezz’ora di sospensione della seduta – finalizzata a consentire al Segretario in assistenza al Consiglio, per meglio approfondire la questione, – il Funzionario del Ministero dell’Interno/Segretario ha ribadito con certezza che la posizione del Presidente (che presiede la seduta e resta in sula pur non esprimendo alcun voto) era del tutto conforme a quanto previsto dallo Statuto e dal Regolamento Consiliare (dando nuovamente ragione a quanto da me “responsabilmente” dichiarato pubblicamente ), anzi dichiarando pure che non avrebbe inficiato alcun atto amministrativo“.
In effetti, dopo la pausa funzionale all’approfondimento della questione, il Segretario Comunale – manuale alla mano – ha convalidato il comportamento del presidente del consiglio comunale, che è effettivamente legittimo e regolamentare. Rutigliano ha richiamato in particolare l’articolo 74, comma primo, del regolamento consiliare:
“Nelle votazioni consiliari si computano nel numero dei presenti i consiglieri che, pur dichiarando di non astenersi, restano in aula senza partecipare al voto, avendolo dichiarato. Dal momento che non è stata reperita alcuna norma che in qualche maniera individualizzi e separi la figura del presidente dalle prerogative dei consiglieri, il presidente si trova nelle condizioni stesse dei consiglieri. Pertanto, essendo presente, il presidente firmerà le risultanze del verbale pur avendo dichiarato di non partecipare al voto“.
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