Tristi prospettive per il Sarcone. Grassi: «Quale “stipendificio”? C’è dedizione e professionalità»

Ospedale Sarcone

L'ospedale di Terlizzi è una delle "vittime designate" del riordino ospedaliero meditato dal presidente della regione Michele Emiliano. Il presidente del consiglio comunale: «Sono incavolato»

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E’ noto che il “Sarcone” di Terlizzi sia una delle strutture più “sensibili” al piano di riordino ospedaliero che il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano sta meditando per razionalizzare i bilanci della sanità, in costante “rosso” da anni. 

Sulla questione si è aperto in queste settimane un ampio dibattito, che per il momento è limitato alle colonne dei giornali, ma che i bene informati dicono sia all’ordine del giorno anche nei corridoi della direzione generale dell’Asl – presieduta da Vito Montanaro – e della presidenza della regione, che si trova a dover gestire la patata bollente del riassetto sanitario, di fronte a criticità finanziarie ormai difficili da sanare senza apportare tagli netti.

La “Gazzetta del Mezzogiorno” riporta giornalmente indiscrezioni a proposito dei complessi candidati alla chiusura. Tra quelli più citati c’è il “Sarcone”, appunto, che, benché recentemente sia stato ristrutturato e fornito di un pronto soccorso rinnovato, sconta anche l’esiguità dei posti letto disponibili, appena 70.

Il presidente del consiglio comunale, Grassi, sul suo profilo facebook riflette “ad alta voce” sulle tristi prospettive del nostro ospedale, quasi una “vittima designata” del piano di snellimento del servizio sanitario regionale: “Quello che più mi fa incavolare è che il neodirettore generale dell’Assessorato alla Salute dichiara (il tutto tra virgolette) che alcuni ospedali andrebbero chiusi perché sono esclusivamente stipendifici“.

Grassi reagisce veementemente all’etichetta un po’ corriva applicata dal dirigente a strutture pubbliche che, fino a prova contraria, vantano pure reparti di riconosciuta eccellenza: “Aver accostato questa dichiarazione all’indiscrezione della chiusura dell’Ospedale di Terlizzi mi fa incavolare. In tutti i settori, sopratutto nel pubblico, ci sono sacche di scansafatiche, ma generalizzare è sbagliatissimo. Nell’Ospedale di Terlizzi – prosegue Grassi – ci saranno pure gli scansafatiche, che alla fine del mese prendono lo stipendio, ma ci sono pure – sicuramente – molti dipendenti che con dedizione, abnegazione e professionalità operano intensamente per la salute dei cittadini“.

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