Parto nel minimarket a Corato, l’ipotesi è di tentato infanticidio. Il racconto dei testimoni

La Redazione
Il bimbo appena portato in ospedale

La giovane sarebbe entrata nel negozio poco dopo le 8 di venerdì, chiedendo subito di andare in bagno. Lì, da sola, avrebbe dato alla luce il bimbo

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Proseguono le indagini dei carabinieri sul parto di una 24enne coratina avvenuto venerdì mattina nel bagno di un minimarket. Pur mantenendo stretto riserbo, l’ipotesi su cui stanno lavorando i militari è quella di tentato infanticidio.

La giovane sarebbe entrata nel negozio poco dopo le 8 chiedendo subito di andare in bagno. Lì, da sola, avrebbe dato alla luce il bimbo. In qualche modo dipendenti e clienti del market si sarebbero resi conto che la donna era in difficoltà e sarebbero quindi usciti all’esterno del negozio per fermare un’ambulanza del Ser Corato che proprio in quel momento stava casualmente passando di lì.

A raccontare meglio cosa sia accaduto è la titolare dell’esercizio di piazza Venezuela dove è accaduto il triste episodio: «In negozio – racconta – c’erano mio marito e la signora che lavora qui con noi. Ad un certo punto è entrata una ragazza e ha chiesto loro la cortesia di andare in bagno. Ovviamente l’hanno fatta entrare rendendosi anche conto del fatto che non riuscisse a camminare normalmente. Non era un volto nuovo, la ragazza è venuta spesso a fare la spesa qui da noi.

Dopo pochissimo dal bagno ha chiamato per nome la nostra collaboratrice che l’ha raggiunta e si è ritrovata davanti la scena che poi hanno descritto anche i soccorritori. Siamo stati fortunati perché per caso si è trovata di passaggio un’ambulanza e mio marito ha chiesto aiuto. La ragazza subito dopo aver partorito ha continuato a dire di non volere il piccolo, “buttatelo” urlava». Questo ultimo particolare è stato confermato anche dagli operatori del Ser intervenuti.

Il bimbo è stato purtroppo ritrovato nel water closet e per tenerlo in vita è stato necessario rianimarlo. Le condizioni di salute di mamma e bambino si sono normalizzate in breve tempo ma, viste le circostanze, è stato necessario l’intervento dei carabinieri e di un supporto psicologico. Della vicenda si stanno occupando la Procura della Repubblica di Trani e il Tribunale per i minorenni di Bari.

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