Giornata della trasparenza, Città Civile: «Una presa in giro, basta leggere il programma…»

La Redazione
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Il movimento politico critica l'iniziativa della giunta Gemmato, definendola una “recita”: «In serata ci sarà una conferenza così affollata di relatori “a senso unico” da non poter essere altro che una “passerella"»

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Città Civile critica pesantemente la “Giornata della Trasparenza”, definendola una “recita”.

“Meglio tardi che mai, verrebbe da dire, con tutta la volontà a essere obiettivi. Ed invece basta leggere il programma per essere costretti ad un’altra espressione: meglio niente che una presa in giro”.

Il movimento invita a leggere la locandina dell’evento per farsi un’idea dell’iniziativa: “non poteva che essere destinata agli scolari e nemmeno a tutti, bensì solo ai ragazzi del consiglio comunale dei ragazzi. Infatti, chi e quanti potranno seguire le visite in mattinata? E in serata ci sarà una conferenza così affollata di relatori “a senso unico” da non poter essere altro che una “passerella””.

Si tratta, per l’appunto, di una recita per Città Civile, in quanto “l’istituzione di una Giornata della Trasparenza è diventato un obbligo di legge, e sappiamo quanto l’amministrazione ci tenga a evitare le tirate di orecchie da parte delle Autorità superiori. Peccato che tanta diligenza e solerzia viene dimostrata solo per gli obblighi formali”.

Il movimento passa dunque a elencare i motivi di biasimo per la condotta della giunta Gemmato, definita “tutt’altro che cristallina”: “Il responsabile della Trasparenza è stato nominato con molto ritardo. Del nuovo Organismo di Valutazione dei Dirigenti, nominato dopo le polemiche dimissioni del precedente, i consiglieri di opposizione ne hanno contestato con un esposto l’indipendenza. All’evento, infine, non sono stati coinvolti soggetti che la legge individua come “portatori d’interesse” qualificati e legittimi, quali i sindacati e le associazioni. Malgrado, le forze di opposizione siano rientrate dall’auto-sospensione in Consiglio Comunale gli atti continuano ad essere messi a disposizione in ritardo, specie in materie delicate come il bilancio e l’edilizia. E non parliamo di trasparenza nella gestione di tributi, oggetto addirittura di un processo penale per peculato e abuso d’ufficio”.

In conclusione, secondo Città Civile “la cultura della trasparenza è la spina dorsale di un paese avanzato ed è lo strumento attraverso cui ricostruire un rapporto di fiducia stato / cittadini logoratosi nel tempo. Conoscere le informazioni che ci riguardano deve essere un diritto di tutti e abbiamo il dovere e l’obbligo di fare in modo che queste non solo risultino facilmente consultabili ma anche comprensibili. Insomma, un’altra occasione persa”.

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