Giuliano Volpe incontra i liceali: «Studi umanistici hanno futuro? Solo se conosciamo il passato»

La Redazione
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Il terlizzese, presidente del consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici, è intervenuto lunedì per "inaugurare" l'anno scolastico dell’istituto coratino "Oriani-Tandoi"

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Gli studi umanistici hanno futuro? Questa è la domanda posta agli studenti del Liceo “Oriani-Tandoi” di Corato dal terlizzese Giuliano Volpe, intervenuto lunedì – assieme al presidente dell’ordine dei giornalisti di Puglia Valentino Losito – per salutare il nuovo anno scolastico dell’istituto coratino. L’ex rettore dell’Università di Foggia, neoeletto presidente del consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici, ha lanciato una provocazione in linea con quello che – afferma – è il vero compito dei docenti: «suscitare domande e non solo fornire risposte».

Tre sono gli ingredienti della ricetta di Volpe per guardare al futuro da un’ottica… umanistica. Per prima cosa bisogna «riconoscere l’importanza del contesto in cui viviamo per acquisire la capacità di muoversi in un mondo in continuo mutamento». 

Seconda cosa, è necessario fare proprio anche il passato, che «appartiene a tutti e cambia in base al punto di osservazione del presente. “Ereditare” è un movimento di riconquista e vale anche per in nostro patrimonio culturale. Siamo noi cittadini a dover riscoprire il valore dei beni del nostro Paese: solo così avremo un ruolo attivo nella loro tutela e valorizzazione. Oggi domina ancora una concezione troppo elitaria».

Infine è importante la creatività, vera «forza dell’innovazione, volontà di inventare strade nuove». L’unica che «consentirà di trasformare i nostri luoghi della cultura. E’ necessario allontanare l’idea dei musei come spazi “chiusi” in cui una “casta” parla e agisce in modo da tenere lontani i visitatori.

Per farlo è necessario ripartire dalla comunicazione: pensiamo alle didascalie che troviamo nelle mostre, troppo spesso sembrano scritte dagli esperti per i loro colleghi e non per i visitatori».

Da giornalista è Losito a dare una indicazione chiara sulla strada da seguire: «volete sapere come valorizzare la nostra terra? Iniziamo dandole valori, vivendoli, testimoniandoli e non solo facendo la propaganda. La profezia del “villaggio globale” ha lasciato il posto a quella del “mezzo che diventa messaggio”. Oggi diremmo “comunico e quindi sono”: dobbiamo invece sentirci chiamati a ribaltare questo concetto e tornare “ad essere”. Meta di eccellenza per il turismo – per esempio – con i paesaggi e la cultura alla base della nostra forza. La rivoluzione digitale è la leva di Archimede ma ci serve comunque un punto di appoggio, è la nostra coscienza che deve conoscere il presente in cui viviamo».

Noi pugliesi «siamo gente di frontiera. Quella realtà che sta “fuori di noi”, è esposta, luogo di arrivi e partenze, dell’ignoto, dell’originale, dell’incontro. Da qui dobbiamo saper vincere la sfida “dell’artigianato dell’accoglienza” e della “restanza” che spinge i nostri cervelli a creare nuova vita, anche economica, senza abbandonare la nostra terra».

E’ proprio per quei giovani che la dirigente Angela Adduci continua a battersi, come fossero «tanti figli che meritano spazi e opportunità all’altezza delle loro capacità». Insieme al Comune, ha annunciato la Adduci «ci stiamo preparando per partecipare ad un bando della Regione Puglia per diventare un polo di promozione agro alimentare».

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