Grassi: «Salvataggio del Sarcone successo bipartisan». Ma per Vitagliano è una “missione incompiuta”

Pasquale Vitagliano

L'esponente di Città Civile è critico sui modi con cui è stato difeso l'ospedale: «Ieri più di qualcuno lo dava per chiuso, oggi tutti si attribuiscono il merito di un salvataggio ancora da conquistare»

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C’è soddisfazione, e moderato ottimismo, tra gli esponenti politici per il “salvataggio”, sia pure in extremis e “a tempo determinato”, dell’ospedale, che va comunque verso un destino di drastico ridimensionamento, come appare inevitabile.

Secondo il presidente del consiglio comunale, Michele Grassi, una parte non trascurabile del merito è da accreditare alla classe politica locale, che con un’azione bipartisan ieri si è presentata in Regione a far valere le ragioni del Sarcone davanti al governatore Emiliano e ai suoi consiglieri in materia di sanità.

“Lo dico con la massima serenità – assicura Grassi, – la delegazione ha rappresentato l’intero Consiglio Comunale, perché la tutela e la salvaguardia della salute di tutti i cittadini terlizzesi nonché quella del piccolo gioiello del Sarcone spetta all’intera massima assise, che peraltro – all’unanimità – dopo un’interessante discussione nella seduta monotematica del Consiglio Comunale ha approvato il documento, inviato alle massime cariche della Regione Puglia“.

Più realista e critico è Pasquale Vitagliano di Città Civile, che non concorda con la lettura da “colomba” di Grassi e mostra più di qualche perplessità sui modi – e i tempi – con cui la politica ha difeso l’ospedale:

“Per fortuna (loro) che le dichiarazioni non sono suscettibili di verifica. Ieri qualche esponente politico scommetteva (allarmato) sulla chiusura. Oggi tutti usano il Noi per attribuirsi il merito di un salvataggio tutto ancora da conquistare. Nel consiglio comunale sul tema dell’Ospedale, l’amministrazione neppure aveva prediposto un proprio documento. Lo ha dovuto scrivere sul momento, appoggiandosi ai due documenti delle opposizioni. Nei comunicati ottimistici di oggi [ieri, n.d.r.], malgrado il Noi, prevale l’egoismo politico. Infatti, non si capisce chi sia questi NOI, l’intero consiglio comunale, la maggioranza solo, o solo l’opposizione, una delegazione tecnica, o l’intera comunità? Insomma, si scrive NOI, si legge IO. Dunque, ecco l’avviso: “Mi sono impegnato. Sono stato io. Ricordami quando si voterà”. Ma senza moralismi. La politica è (anche) questo (ma non solo). Non dimentichiamolo, quando ce ne lamentiamo“.

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