Naufragio Costa Concordia, domani il ricordo al Giglio. A bordo c’era anche una famiglia di Terlizzi

La Redazione
Naufragio della nave Concordia

Oggi ricorre il quarto anniversario del tragico episodio, avvenuto la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. Tra i superstiti del naufragio, i coniugi Giovanni Bufi e Silvia Summo con il figlio Leonardo

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Oggi l’Isola del Giglio celebra il quarto anniversario del naufragio della nave Costa Concordia avvenuto sulle coste toscane la notte tra venerdì 13 e sabato 14 gennaio 2012. Da quest’anno il Comune del Giglio, con un atto ufficiale, ha istituito la “Giornata delle vittime della Costa Concordia”, perché il tempo non cancelli la memoria.

A bordo della nave, quella tragica notte, era presente anche una famiglia terlizzese composta da tre persone, due adulti ed un ragazzo. I coniugi Giovanni Bufi e Silvia Summo, che con il figlio Leonardo erano sulla nave affondata, per fortuna furono tra quelli tratti in salvo durante le operazioni di soccorso. 

Erano in crociera per festeggiare 25 anni di matrimonio. Scampata al naufragio, la signora Silvia raccontò poi a TerlizziLive: «Eravamo tutti e tre al ristorante del terzo piano per la cena. Al tavolo accanto al nostro c’era una coppia di sposini di Bisceglie, Nicola di 21 anni e Daniela di 22. Avevamo ordinato gli antipasti. Erano le 21.30 – 21.35 e abbiamo sentito prima il rumore anomalo, come di un raschio sotto la nave e poi è andata via la corrente. Dopo pochi secondi la nave fa una virata e piatti, bicchieri, posate e bottiglie finiscono per terra. A quel punto mio marito mi dice: fino a stasera affonda. Abbiamo avvisato gli sposi e siamo corsi verso la nostra cabina al secondo piano per recuperare il salvagente».

«Una volta usciti dalla cabina con i giubbotti alllacciati, la gente ci guradava come se fossimo pazzi – continua la ricostruzione della signora Bufi. – Non si erano ancora resi conto di ciò che stesse accadendo. Noi grazie alla prontezza e all’esperienza di mio marito abbiamo seguito le indicazioni verso l’unica uscita di emergenza che ci ha portati sul ponte».

«Abbiamo aspettato vicino alle scialuppe per un’ora con il vicecommisario di bordo, un napoletano di una trentina d’anni che ci diceva di tornare a dormire. Nel frattempo c’era stato il segnale di abbandono della nave (sette fischi lunghi e uno corto). Ma il vicecommisario sosteneva che la sequenza acustica significasse solo emergenza. A quel punto mio marito si è alzato dicendo di essere esperto di navi ed ex marittimo e solo a quel punto il vicecommissario si è convinto a calare le lance. Alle 22.30 -22.35 è arrivata la guardia costiera e sono iniziate le operazioni di trasferimento a terra. Meno male che la costa era vicina e che il tutto è successo durante la cena altrimenti se fosse successo durante la notte la catastrofe avrebbe avuto altri numeri».

Il programma della commemorazione prevede domani, alle ore 16, la celebrazione di una messa nella chiesa parrocchiale dei Santi Lorenzo e Mamiliano, la stessa dove trovarono rifugio molti naufraghi. A seguire, alle 12 e 50, a Punta Gabbianara, è prevista la posa di una corona di fiori in memoria delle vittime.

Alle 21 e 30 ci sarà una processione, con fiaccole, che partirà dalla chiesa di Giglio Porto per raggiungere il molo rosso dove alle 21h45’7 – ora esatta dell’impatto della nave sugli scogli – risuonerà il suono delle campane che, con la cosiddetta “tufatà” delle sirene delle imbarcazioni, accompagnerà una silenziosa preghiera per le vittime e la benedizione della lapide in loro memoria.

Alle celebrazioni è annunciata la presenza di parenti delle vittime e del Governo, col ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti.

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